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Lamezia Terme – “Tutto esaurito”: è il cartello comparso anche in alcuni distributori della città, alle prese con le mancate consegne di carburante legate ai blocchi alla raffineria di Taranto, snodo strategico per l'approvvigionamento del Sud Italia e, in particolare, della Calabria. La situazione sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza carburanti in tutta la regione, con stazioni di servizio a secco e automobilisti in coda per paura di restare senza benzina o gasolio. Le lunghe file per fare rifornimento, alimentate dai timori di ulteriori interruzioni nelle forniture, stanno contribuendo al rapido esaurimento delle scorte. Anche a Lamezia a terminare per primi il carburante sono, in particolare, alcuni distributori a marchio Eni, dove il prezzo del diesel si mantiene sotto i 2,20 euro al litro e quello della benzina si aggira intorno ai 2 euro. La situazione più critica - secondo quanto si apprende - si registra a Cosenza, dove la maggior parte delle stazioni di servizio avrebbe esaurito le scorte di benzina e gasolio, con pesanti ripercussioni sulla mobilità urbana. Le difficoltà si stanno estendendo anche alle altre province. A Catanzaro, infatti - secondo gli automonilisti - la situazione è in progressivo peggioramento, con diverse pompe rimaste a secco. Dopo la giornata di ieri, segnata da lunghe code e rallentamenti alla circolazione, anche questa mattina tutti i distributori ancora in grado di erogare carburante sono stati presi d'assalto, con file interminabili di auto in attesa di fare rifornimento. A pesare sono i timori legati alle interruzioni delle forniture, dopo le proteste davanti alla raffineria di Taranto e in vista dell'annunciato blocco dell'autotrasporto in Calabria, previsto da domani. 

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Proseguono le mobilitazioni

Intanto, proseguono le proteste di autotrasportatori e agricoltori, ai quali si sono aggiunti anche i pescatori. La crisi logistica nella rete di distribuzione si intreccia così con la crescente tensione sociale, alimentata dall'aumento dei costi dei carburanti e dalle difficoltà che investono diversi comparti produttivi.

Per venerdì 16 sono previsti presidi e mobilitazioni da parte degli agricoltori e degli operatori del settore, pronti a tornare in piazza per denunciare il caro carburante e i rincari dei costi di produzione. L'obiettivo è richiamare l'attenzione del Governo su criticità che, secondo le categorie interessate, stanno mettendo a dura prova l'intera filiera: dal costo ormai insostenibile del gasolio alla profonda crisi del mercato. Annunciati presidi fissi, individuati nei nodi logistici del Porto di Gioia Tauro, dell'Area aeroportuale di Lamezia Terme, della rotonda dello Scalo di San Marco Argentano e della zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. Previste mobilitazioni da parte degli agricoltori e degli operatori del settore anche da Rende, a Montalto Uffugo, sullo Ionio e sul Tirreno cosentino. Le mobilitazioni proseguono nonostante l'approvazione, da parte della Giunta regionale, di un intervento straordinario da 15 milioni di euro destinato a sostenere le imprese e i lavoratori calabresi maggiormente penalizzati dall'aumento dei costi dei carburanti. Una misura che, secondo le categorie coinvolte, non sarebbe comunque sufficiente a risollevare le aziende e a fronteggiare le difficoltà del momento.

I prezzi medi dei carburanti in Calabria
Questi i prezzi medi rilevati e resi noti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in Calabria nella giornata di giovedì 15 ottobre:

  • Gasolio (self): 2,275 euro al litro
  • Benzina (self): 2,054 euro al litro
  • GPL (servito): 0,818 euro al litro
  • Metano (servito): 1,943 euro al kg

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