Salta al contenuto principale

2c2ae998669ea47cab95a569f7811abb_f868f_63967.jpg

Roma  - Lavorare meno pur di continuare a lavorare. La crisi innescata dal Coronavirus potrebbe abbattere il muro della settimana di 40 ore e già nel decreto maggio potrebbe spuntare una norma che permetta di tagliare l'orario e convertirlo in formazione, magari puntando sul digitale, mantenendo però intatta la busta paga. Una nuova ipotesi che di sicuro piace ai sindacati, che il premier Giuseppe Conte ha chiamato a Palazzo Chigi proprio per illustrare i capisaldi del nuovo decreto, primo di una serie di incontri che si concluderà mercoledì in tarda mattinata con chi sarebbe chiamato eventualmente ad applicare le nuove norme su lavoro e salario, cioè le imprese. Il provvedimento potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì, o al massimo venerdì. Intanto iniziano a prendere una forma definitiva alcuni interventi, dalle risorse per la medicina territoriale e gli ospedali Covid, che dovrebbero salire a oltre 3 miliardi, al sussidio per le famiglie in più in difficoltà: la maggioranza sarebbe vicina a un'intesa sul reddito di emergenza come norma a tempo, di due-tre mensilità, e che potrebbe cambiare nome in "contributo di emergenza" per rendere ancora più chiaro che si tratta di una misura temporanea e non strutturale. Il premier annuncia anche procedure semplificate per la ristrutturazione degli edifici scolastici. Mentre il segretario Pd Nicola Zingaretti, nel corso di una riunione con Gualtieri e i ministri Dem, va in pressing per "accelerare sulla semplificazione e sulla sburocratizzazione e fare in modo che gli aiuti alle imprese e agli italiani arrivino subito". Sul tema della ripartenza è al lavoro anche la task force di Vittorio Colao, che attende di essere integrata da nuovi componenti donna: spetta a Conte, che ha scelto la squadra, integrarla ora - viene fatto notare - per garantire l'equilibrio di genere.

La fase "è difficile", il Pil avrà una caduta "brusca", ma il governo è pronto a un intervento "cospicuo" e bisogna rimboccarsi le maniche, ha spiegato il premier ai sindacati, insieme al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, rilanciando l'idea di un nuovo "Patto sociale" per ragionare sui modelli di sviluppo una volta superata l'emergenza, compresa la definizione di "nuove forme contrattuali innovative" e "adeguate alle nuove forme di lavoro". Il nuovo decreto in deficit per 55 miliardi avrà come pilastro la protezione del lavoro, con rinnovo di Cig che sarà anche semplificata per accelerare gli accrediti in busta paga, cassa in deroga per altre 9 settimane (per 14 miliardi), rinnovo del bonus per gli autonomi (che per il mese di maggio salirà per i più danneggiati a 1000 euro) e nuovi sostegni a diverse categorie, a partire da colf e badanti. Per evitare una emorragia di posti di lavoro saranno congelati i licenziamenti per altri 3 mesi e prorogata la Naspi per altri due. Intanto si fa strada la possibilità di intervenire sull'orario di lavoro. Il governo, con la ministra Catalfo sta studiando la questione. I sindacati gradiscono. C'è l'ok della Cgil a una norma di legge purché poi "l'applicazione" sia lasciata alle parti. In fondo già oggi con i contratti di solidarietà si percorre questa strada: riduzione dell'orario con il contributo dello Stato che però adesso non copre il 100%", spiega la segretaria confederale Ivana Galli. Favorevole pure la Cisl, che con il segretario aggiunto Luigi Sbarra però avverte: "il confronto parta dal solido riferimento sull'invarianza della retribuzione e della contribuzione previdenziale". Il leader della Uil Carmelo Barbagallo ricorda di essere stato tra i sostenitori di un taglio già prima che scoppiasse l'emergenza Coronavirus e indica "la partita dei rinnovi contrattuali per oltre dieci milioni di lavoratori" come la sede appropriata per affrontare meglio la questione. Il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, nei giorni scorsi aveva auspicato un aiuto del Governo per agevolare un confronto per fare in modo, aveva detto, di "ridefinire dal basso turni, orari di lavoro, numero giorni di lavoro settimanale e di settimane in questo 2020". Le novità da inserire nel decreto maggio sarebbero infatti a tempo. A dare uno sprone in questo senso anche la relazione della task force istituita presso il ministero dell'Innovazione, che anche per rispettare il distanziamento, immagina il ricorso a una riduzione degli orari di lavoro, compensata dallo Stato. E comunque più conveniente rispetto al finanziamento della cassa integrazione a zero ore.

Chiesti oltre 3 miliardi per la sanità

Bisogna ad esempio, ha spiegato Speranza, "rafforzare i presidi territoriali, e questo significa essere più veloci nel fare i tamponi, aumentare il numero dei servizi domiciliari dove sono i medici e gli infermieri che vanno a casa. Necessari anche più soldi per l'area ospedaliera e questo significa più posti a tempo indeterminato nelle nostre terapie intensive". Prima della crisi, ha concluso, "avevamo 5100 posti di terapia intensiva ma dobbiamo aumentare in modo considerevole questo numero, perchè dobbiamo essere più in grado di affrontare una eventuale seconda ondata".

A lavoro anche con Comuni e Province per edilizia scolastica 

''Dopo i decreti Liquidità e Cura Italia, ci sarà il decreto Maggio che conto di chiudere entro la settimana e ammonterà a 55 miliardi''. Così il premier Giuseppe Conte intervistato dal 'Fatto quotidiano'., aggiungendo che ''il decreto Maggio conterrà una misura molto importante che consentirà a tutti i cittadini, attraverso il credito di imposta, di ristrutturare gli immobili per adeguarli alla normativa antisismica e per l'efficientamento energetico, a costo zero: gratis. Il meccanismo è stato suggerito dal ministro Fraccaro e avrà forte impatto: ci aspettiamo maggiore occupazione e la decisa ripresa delle costruzioni. E senza ulteriore consumo del suolo''.

Prevista anche una norma per distribuire ''3 miliardi ai Comuni per sbloccare lavori di manutenzioni e opere pubbliche con procedure di gara semplificate''. Conte ha poi aggiunto che 'sempre con Comuni e Province, stiamo lavorando a un piano straordinario per l'edilizia scolastica, approfittando delle scuole chiuse, per avere a settembre aule ristrutturate e sicure per i nostri ragazzi. I ragazzi sono stati un po' dimenticati dal governo''. "Stiamo lavorando sempre con l'Anci e gli enti territoriali al piano estivo con le ministre Bonetti, Catalfo e Azzolina. L'obiettivo è offrire ai piccoli la possibilità, in condizioni di massima sicurezza, iniziative e attività varie, nei centri estivi e negli oratori''. ''Ci avvarremo di strutture concordate con Comuni, parrocchie e associazioni del terzo settore, anche con voucher per famiglie meno abbienti''.

 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.