
Catanzaro - "In decine di cantieri si sta assistendo alla violazione sistematica e intollerabile dell'ordinanza del presidente della Regione Calabria entrata in vigore lo scorso 10 giugno per proteggere i lavoratori dallo stress termico". E' quanto si legge in una nota diffusa dalla Fillea Cgil Calabria. "Nel corso degli ultimi giorni - sottolinea il sindacato - a seguito di ripetute visite e capillari sopralluoghi effettuati dalle nostre strutture sindacali su tutto il territorio calabrese, abbiamo accertato che i lavoratori continuano a rimanere nei cantieri e a lavorare anche nelle ore più calde e pericolose della giornata. Per questo motivo abbiamo già provveduto a inoltrare decine di segnalazioni dettagliate agli organi ispettivi competenti. Tuttavia, la risposta è ancora drammaticamente insufficiente".
"Quando il termometro supera costantemente i 35 gradi - evidenzia Fillea Cgil Calabria - e il tasso di umidità tocca picchi insostenibili, costringere un operaio a compiere sforzi fisici immani sotto il sole non è solo una violazione contrattuale o amministrativa: è un atto di pura irresponsabilità che sconfina nel reato contro la persona. Il rischio di disidratazione grave, colpi di calore fatali, infarti e incidenti sul lavoro dovuti alla perdita di lucidità da stress termico aumenta esponenzialmente. Rivolgiamo un appello a tutti gli organi di vigilanza. Chiediamo che questi si attivino immediatamente con controlli a tappeto, sanzioni esemplari e, dove necessario, con il sequestro immediato dei cantieri fuori legge".
"Ci rivolgiamo - conclude la nota - a tutte le maestranze, agli operai, alle lavoratrici e ai lavoratori: non siate complici del vostro stesso rischio. Nessuno stipendio vale la vostra vita. Segnalate immediatamente ogni singola violazione dell'ordinanza anti-caldo. Le strutture territoriali della Fillea Cgil sono mobilitate e pronte a garantire il massimo supporto legale e sindacale a chiunque deciderà di segnalare".
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