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Platania - "Una giornata all'insegna dell'incontro, della conoscenza reciproca e dell'abbattimento dei pregiudizi. Presso la struttura di Platania, ampliamento del Progetto SAI Filadelfia 220, gestito dalle Cooperative Progetto Enea e Iride, si è svolto un significativo momento di gemellaggio tra i beneficiari del progetto di accoglienza e il gruppo AGESCI Tuglie 1 della provincia di Lecce" è quanto si legge in una nota.

"L'iniziativa - spiegano - è nata dalla volontà dello stesso gruppo scout che, dopo aver conosciuto il lavoro svolto all'interno del progetto SAI, ha contattato la vicepresidente della Cooperativa Progetto Enea e referente della struttura, Sabrina Fragale, manifestando il desiderio di visitare il centro per conoscere da vicino le attività di accoglienza, inclusione e integrazione. Giovani scout e beneficiari hanno condiviso esperienze, riflessioni e momenti di confronto in un clima di autentico ascolto reciproco. Un dialogo che ha permesso di superare le distanze culturali attraverso la conoscenza diretta delle persone e delle loro storie". 

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"Il momento più intenso della giornata - informano - è stato il confronto in cerchio, durante il quale gli scout hanno rivolto domande dirette agli ospiti della struttura. Tra tutte, una ha colpito particolarmente i presenti: "Da dove nasce la paura dello straniero?" A rispondere è stata Sabrina Fragale, offrendo una riflessione che ha coinvolto tutti i partecipanti. "La paura nasce da tre parti: dalla testa, dal corpo e dalla società. Dalla testa perché temiamo ciò che non conosciamo, l'ignoto. Dal corpo perché entrano in gioco stereotipi come 'mi ruba il lavoro', 'cancella la mia lingua', 'cancella la mia cultura'. E dalla società, perché troppo spesso televisione e social rappresentano lo straniero come un nemico. Parole che hanno dato vita a un confronto aperto sul tema dei pregiudizi, della paura e dell'importanza della conoscenza come strumento per costruire una convivenza autentica. Particolarmente toccante è stata la testimonianza di una beneficiaria afghana del progetto, che ha raccontato con grande coraggio la realtà vissuta nel proprio Paese, parlando del regime talebano, della violenza dei gruppi terroristici e delle difficoltà quotidiane affrontate da uomini e donne".

"Il dialogo - aggiungono - è proseguito con gli interventi dei minori stranieri non accompagnati ospiti del CAS di Lamezia Terme gestito dal presidente Antonio Nirello anch'esso gestito dalla Cooperativa Progetto Enea. Ragazzi della stessa età degli scout, ma con percorsi di vita completamente differenti: chi è arrivato attraversando il mare, chi ha affrontato lunghi viaggi tra diversi Paesi, chi ha dovuto lasciare la propria famiglia. Le loro storie hanno evidenziato il valore fondamentale del lavoro svolto dall'équipe multidisciplinare del progetto, impegnata ogni giorno nel percorso di accoglienza e inclusione. Anche gli scout hanno raccontato il proprio impegno quotidiano, illustrando le attività educative, il servizio rivolto agli ultimi e i valori che caratterizzano il loro percorso associativo". 

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Musica, danze e la "Tela della condivisione"

"La giornata si è conclusa nel modo più spontaneo e significativo: attraverso la musica. Tarantella calabrese e salentina, musica leccese, egiziana, araba, tunisina e irachena hanno accompagnato canti e balli che hanno coinvolto tutti i partecipanti, senza alcuna distinzione di provenienza o cultura. A suggellare questo momento è stata la realizzazione di un grande telo bianco, impreziosito dalle impronte colorate delle mani dei ragazzi italiani e stranieri e da una frase destinata a diventare il simbolo dell'incontro “Se nu te scierri mai delle radici ca tieni Rispetti puru quiddre delli paisi lontani” Un messaggio scritto in dialetto salentino che richiama il valore della memoria, delle proprie origini e del rispetto per quelle degli altri: un invito a non dimenticare le proprie radici mentre si accolgono e si comprendono quelle di chi arriva da lontano. Il telo resterà esposto all'interno della struttura come testimonianza concreta di una giornata vissuta all'insegna della condivisione.

“Sono incontri che vanno oltre le attività del progetto e oltre il territorio – conclude Sabrina Fragale –. Aver costruito un ponte con dei giovani provenienti dalla Puglia significa creare relazioni autentiche. Sono emozioni vere, sincere, che dimostrano come il dialogo possa abbattere ogni muro”. "A chiudere simbolicamente il gemellaggio è stato anche l'invito del gruppo scout ad organizzare un futuro incontro nel Salento. A nome dell'AGESCI Gruppo Scout Tuglie 1, il capogruppo e rappresentante legale Giuseppe Pisanello ha espresso la volontà di ricambiare l'ospitalità ricevuta, invitando gli operatori e i beneficiari del progetto SAI a visitare Tuglie per proseguire un percorso di amicizia e scambio che ha già gettato solide basi".

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