
Conflenti - In una lettera inviata al sindaco del comune di Conflenti da un gruppo di genitori, viene manifestata la contrarietà in merito alla scelta di costruire il nuovo istituto scolastico presso la località Passo Ceraso. Per i genitori degli alunni della scuola Primaria e dell’Infanzia del plesso Coscaro, attualmente ubicata nei locali di via “Cinque Palmi” del Comune di Conflenti, si tratta di “un’opzione che non ci trova d’accordo alla luce dei prevedibili disagi che la costruenda scuola andrebbe ad arrecare ad una parte consistente di popolazione scolastica”. Questo perché, sottolineano, la “nuova struttura, in una zona non servita da buona viabilità, anzi diciamo pure dotata di un collegamento rivelatosi abbastanza pericoloso negli anni scorsi, esporrebbe l’utenza a rischi non proprio da sottovalutare. Senza contare che l’ubicazione di passo Ceraso è oggettivamente scomoda, tranne che per qualcuno forse. Sia ben chiaro, nessuno dei sottoscritti pretende che i propri figli abbiano il privilegio di poter frequentare sotto casa le rispettive classi, ma la chiusura di plessi storici come, ad esempio, quello di San Mazzeo, per il cui miglioramento strutturale sono stati previsti finanziamenti di una certa importanza, non può avvenire per 'decreto del principe'”.
“A noi sembra che il Sindaco di Conflenti - evidenziano ancora nella nota - abbia optato per la logica del “decretum principis”: si fa come dice lui, punto e basta”. Per i genitori, l’ubicazione della futura scuola “andrà a scontentare una gran fetta di popolazione scolastica sia di San Mazzeo che della stessa Conflenti. Merita o no caro Sindaco - si chiedono ancora - un confronto civile questa importante scelta amministrativa? Noi crediamo di sì”.
“Auspichiamo un confronto vero - concludono - e con esso l’apertura di una pagina di democrazia verso cui non si può essere allergici, magari partendo dal documento che abbiamo protocollato in Comune e che riteniamo meriti di essere considerato. Al contrario, preannunciamo al Sindaco che non faremo nessuna sedizione, ma saremo costretti a promuovere una migrazione di massa dei nostri figli verso gli istituti comprensivi di altri paesi limitrofi. E non per il gusto di andargli contro politicamente, sia ben chiaro! Ma proprio per sottrarre il bene- scuola alla logica della caciara politica”.
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