
Martirano - Proseguono le iniziative dedicate alla Giornata Mondiale del Rifugiato 2026 nei progetti afferenti all’ente locale Comune di Filadelfia, guidato dalla sindaca avv. Anna Bartucca, gestiti dalle cooperative Iride e progetto Enea. Dopo l’appuntamento di ieri al SAI Martirano, le attività continueranno il 30 giugno al SAI Petrizzi e il 2 luglio a Filadelfia, nel paese dell’accoglienza da cui tutto è iniziato. Qui, presso l’auditorium comunale, si terrà il convegno “Nodi e legami: costruire comunità aperte e solidali”.
L’evento di Martirano Antico: “Chiunque, ovunque, sempre”
Sabato, a Martirano Antico, si è svolta la giornata intitolata “Chiunque, ovunque, sempre”, aperta dalla presentazione del progetto SAI nella sala consiliare. Sono intervenuti il sindaco di Martirano Francesco Bartolotta, la sindaca di Filadelfia Anna Bartucca, il Rup del Progetto SAI Filadelfia Giuseppe Pellegrino, il presidente della cooperativa sociale Progetto Enea Antonio Nirello e la coordinatrice dell’ampliamento di Martirano dott.ssa Mariateresa Stranges.

Il sindaco Bartolotta ha ricordato le motivazioni che hanno spinto la sua amministrazione ad aderire alla rete SAI: “Martirano ha ricevuto accoglienza dopo il tragico terremoto del 1905. Oggi vuole essere una comunità accogliente per famiglie e persone che scappano da guerre e territori in cui i diritti umani sono calpestati”.
La sindaca Bartucca ha sottolineato con orgoglio la scelta del Comune di Filadelfia di ampliare il progetto SAI, passando da 25 a 280 posti e coinvolgendo oltre 10 comuni tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia. Un ampliamento che rende Filadelfia uno dei progetti SAI più grandi del Sud Italia, offrendo a molte famiglie la possibilità di trovare una nuova casa e costruire un futuro in comunità accoglienti e ospitali.
La coordinatrice Stranges ha ricordato il significato profondo della giornata: “Questa giornata ci invita a guardare in faccia una realtà che riguarda milioni di persone nel mondo: uomini, donne, bambini e famiglie costrette a lasciare la propria casa a causa di guerre, persecuzioni, violenze, crisi climatiche e povertà estrema”. Ha poi aggiunto: “Dietro ogni numero c’è una storia. C’è una persona che ha attraversato confini, paure e perdite, portando con sé il dolore dell’abbandono ma anche il desiderio di ricominciare.”

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ricorda ogni anno l’importanza di difendere il diritto alla protezione, alla dignità e alla speranza. Una responsabilità che non riguarda solo le istituzioni, ma ogni cittadino: "Accogliere non significa soltanto offrire un luogo sicuro, ma riconoscere il valore delle persone, ascoltare le loro storie e permettere a ciascuno di sentirsi parte di una comunità". Il titolo scelto per la giornata, “Ogni persona conta, in ogni luogo e in ogni momento”, racchiude questo messaggio.
Un pomeriggio di incontro e condivisione che è proseguito con attività di animazione per bambini a cura di Animazione il Gatto e la Volpe, un buffet che ha permesso alle famiglie rifugiate di conoscere la cucina italiana e alla comunità locale di assaggiare i dolci preparati dagli ospiti del progetto. A chiudere la serata, il concerto di Boto Cissocho, che ha riempito piazza Vescovado con le sue coinvolgenti note di musica africana.



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