Salta al contenuto principale

dia_47d69.jpg

Catanzaro - “Dalla prima ondata di contagi la pandemia ha rappresentato un’occasione per la criminalità attraverso le forniture di farmaci e prodotti medicali collegati al Covid-19 (come i dispositivi di protezione individuale, ndr), ma anche con lo smaltimento di rifiuti ospedalieri. L’attenzione delle mafie, si è fatta sempre più penetrante verso la crisi economica, i fondi del Pnrr e i fondi per la pandemia: la criminalità organizzata ha sostituito l’uso della violenza, concentrandosi sul controllo del territorio e l’incremento del consenso che potrà essere utilizzato anche nelle prossime consultazioni elettorali”. Lo ha detto il vice direttore tecnico operativo della Dia, il generale di Brigata della Guardia di finanza Nicola Altiero intervenendo al convegno sul tema "Holding 'ndrangheta: l'affare sanità" che si è svolto oggi a Catanzaro, nel palazzo del tribunale, nell'ambito delle iniziative promosse per i trenta anni della Direzione Investigativa Antimafia che hanno fatto tappa nel capoluogo calabrese. “Un quinto della spesa sanitaria finisce alle strutture non pubbliche – ha ricordato Altiero – ma questo dato sale in alcune regioni, mentre il rapporto tra mafia, politica e imprenditoria consente di decidere anche assunzioni e incarichi a tutti i livelli”. Presenti il Procuratore generale di Catanzaro Giuseppe Lucantonio, il Prefetto di Catanzaro Maria Teresa Cucinotta, il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Camillo Falvo,  il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio.

curcio-falvo_2140b.jpg

E ancora: “La Calabria è un “caso scuola” – ha dichiarato il vice direttore tecnico operativo della Dia – con il 70% del bilancio della Regione che finisce nella sanità, ma con 125 punti per i Lea quando la sufficienza si raggiunge a 160”. Altiero è intervenuto dopo i saluti del direttore della Dia Maurizio Vallone e delle autorità, tra le quali il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, secondo il quale "la politica ha il compito di prevenire la magistratura, cui spetta solo il compito repressivo". Al convegno è intervenuto anche il presidente della Regione e commissario della sanità calabrese, Roberto Occhiuto. "Il vero vantaggio che si offre alla 'ndrangheta – ha affermato il governatore - è quello delle amministrazioni pubbliche che non riescono a offrire servizi efficienti. La 'ndrangheta si radica laddove tutto viene abbandonato a sé stesso". Collegandosi al tema del convegno, Occhiuto ha aggiunto: "Durante il commissariamento della sanità, lo Stato ha abbandonato la Calabria. Un commissariamento arrivato perché la politica tutta aveva fatto disastri - ha aggiunto - ma il governo ha mandato i commissari e poi li ha abbandonati al loro lavoro". Per questo, Occhiuto ha sostenuto che "il modo migliore per combattere la criminalità organizzata non è parlarne ogni giorno, ma fare il proprio dovere ogni giorno nelle funzioni a cui si è chiamati. Bisogna fare il proprio dovere". Da parte sua, Occhiuto ha anche ammonito: "Dobbiamo evitare di pensare che siccome c'è la 'ndrangheta nulla si possa fare in Calabria e non si possa costruire un sistema sanitario efficace. Spesso la 'ndrangheta diventa un alibi per abbandonare un intero territorio. Lo Stato deve assicurare i diritti attraverso tutte le sue articolazioni".

dia-4_cd5cb.jpg

E' stata quindi la volta dell'ex commissario alla sanità della Calabria, il prefetto Guido Longo, che ha evidenziato come "sia bello e giusto parlare di 'ndrangheta ma cosa diversa è confrontarsi con questa organizzazione criminale. E' terribile e molto pericolosa. E quando ho assunto l'incarico ne ero consapevole, conoscendola bene per avere diretto la Squadra mobile di Reggio Calabria e avere fatto il prefetto a Vibo Valentia. Nel settore della sanità - ha aggiunto Longo - uno dei problemi principali è la gestione del contenzioso, che se non trattata bene aumenta la spesa. Avevo dato una soluzione al ministero, e cioè gestire separatamente il debito pregresso dalla gestione corrente. Nelle Aziende sanitarie di Reggio e Cosenza, i bilanci mancano almeno dal 2015. Tutto ciò si combatte con gente capace che ha voglia di lavorare e non ha altri interessi. Poi ci vuole un aiuto normativo del Governo. Se siamo nella situazione attuale è perché per decenni tutti hanno sottovalutato tutto".

Il generale Paolo Carra, comandante dei carabinieri Tutela della salute ha posto l'accento sugli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine per contrastare i presumibili tentativi della criminalità organizzata di infiltrarsi nella gestione dei fondi del Pnrr destinati alla sanità: "Operare in perfetta sinergia tra le forze di polizia; fare controlli approfonditi in materia di appalti, forniture ospedaliere sulle ditte che si presentano e che presentano i loro profili e continuare a seguire il buon andamento della pubblica amministrazione secondo criteri di economicità, efficacia ed efficienza". Il procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Capomolla, intervenuto in sostituzione del procuratore Nicola Gratteri, assente per un impegno improvviso, ha sottolineato come "gli strumenti messi in campo dal legislatore contro la criminalità organizzata sono all'avanguardia in Europa e nel mondo. Le condizioni di operatività della criminalità organizzata - ha aggiunto - sono il marasma e la mollezza. E spesso negli enti territoriali l'incompetenza caratterizza la burocrazia. Inoltre, senza un atteggiamento collusivo, la criminalità organizzata non potrebbe esercitare il controllo". Accanto alla repressione, dunque, per Capomolla "ci deve essere un costante recupero delle competenze, anche con sistemi di reclutamento non clientelare". 

Bruno Mirante

prefetto_17686.jpg

dia-lucantonio_78a21.jpg

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.