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Lamezia Terme – Il segretario regionale Antonino Iannò dell’organizzazione sindacale Conf.s.a.l. Unsa, risponde, attraverso una nota, alle affermazioni di Luigi Villella, rappresentante sindacale RSU CISAL, in merito allo spostamento del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria da Catanzaro a Lamezia, un’ipotesi di riconversione della struttura, paventata dopo la chiusura del carcere lametino avvenuta un anno fa. Qualche settimana fa, il Consiglio Comunale del Comune di Catanzaro aveva stilato un documento dove confermava la sua opposizione a questa decisione.

Iannò precisa “di aver ricevuto una nota a firma della maggioranza del personale civile del P.R.A.P. di Catanzaro, dalla quale si evince che quanto espresso dal Sig. Villella, rappresenta solo una valutazione di carattere strettamente personale, atteso che la maggior parte del personale in servizio presso il Provveditorato regionale A.P. di Catanzaro e dell’avviso che l’Ufficio in questione debba rimanere nella città capoluogo di Regione”. “Chi ha firmato la nota – scrive Iannò - omette di dire, che detto spostamento, dovrebbe essere in realtà operato presso il centro storico di Nicastro (ora Lamezia Terme), in una zona che, diversamente da quanto affermato dal Villella, non è in alcun modo favorita da collegamenti capaci di soddisfare le esigenze di mobilità del personale, che si dovrebbe recare in tale località in orari nei quali i mezzi pubblici percorrono le tratte che muovono dalla provincia verso il Capoluogo e non viceversa; per tale motivo la posizione geografica di Lamezia Terme, assunta dal Sig. Villella come valore aggiunto per decantare la convenienza dello spostamento di sede, - prosegue - porterebbe solo svantaggi al personale; ma vi è di più, - aggiunge - non risulta nemmeno veritiero che lo spostamento della Sede avrebbe favorevoli ripercussioni economiche per le finanze pubbliche, atteso che l’edificio individuato a Lamezia Terme, necessita di ingenti spese di ristrutturazione e conversione ad ufficio, mentre presso il comune di Catanzaro sono presenti strutture - tra cui alcune già del Ministero della Giustizia -, altre offerte in comodato d’uso gratuito dal Comune e dalla Provincia di Catanzaro, che sono idonee ad ospitare il Provveditorato senza alcuna spesa aggiuntiva”.

“Le precisazioni di cui sopra, sollecitate con una nota, a questa O.S., dalla maggioranza del personale civile, sono doverose per rispetto delle opinioni e delle posizioni di tutti. – commenta il segretario regionale del sindacato - Non vi è alcuna disputa tra la città di Lamezia e Catanzaro, per la quale questa O.S. intende parteggiare, tanto che si è stati presenti e solidali quando si è scongiurata la chiusura del Tribunale e della Procura di Lamezia, per difendere gli interessi del territorio, dei cittadini e dei dipendenti”. “Certamente – continua - si è contrari a sprechi di denaro pubblico, laddove effettivamente vi siano dei locali in Catanzaro che possano ospitare l’Ufficio a titolo gratuito, mentre presso il Carcere di Lamezia, per quanto appreso, si dovrebbero spendere parecchi soldi per predisporre gli uffici del PRAP”.

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