
Lamezia Terme - Da lunedì 30 dicembre, il Dirigente Comandante della Polizia Municipale, a Reggio Calabria. Zucco aveva partecipato e superato l’Avviso di selezione del reclutamento mediante procedura di mobilità emesso dal Comune di Reggio Calabria.
“In queste circostanze - ha detto nel suo discorso di commiato - si contrappongono sentimenti contrastanti; il film di 10 anni di vita, scorre improvviso dinanzi agli occhi della mente, del cuore, e rivedi sequenze di immense soddisfazioni inscindibilmente concatenati a cocentissime delusioni, quest’ultime più che professionali, umane. Ma con la granitica certezza che il filo conduttore che ha legato alti e bassi di questa esperienza, sia stato il lavoro duro, constante, instancabile, onesto e soprattutto leale. Sono cresciuto molto a Lamezia Terme, moltissimo. Professionalmente ed umanamente. Ho imparato dagli errori, che ho commesso, più che per impreparazione, per poca diplomazia. E, senza falsa modestia, dico anche che è cresciuto il Corpo di Polizia Locale. Tutti voi quindi. In stima, professionalità, rispetto e considerazione”.
Zucco ringrazia poi tutte le persone che ha incontrato in questo percorso. “Da lunedì - prosegue Zucco - mi attende una sfida nuova, una stimolante full immersion in un contesto certamente complesso, per certi versi molto più che Lamezia Terme. È una realtà che ho imparato a conoscere in questi mesi di condivisione tra i due enti. Confrontandomi con essa, 21 esima città italiana per numero di abitanti e sede di città metropolitana, ho potuto apprezzare quanto il Corpo di Polizia Locale di Lamezia Terme sia stato, e potrà essere, un fiore all’occhiello per tutto il Meridione. Necessita però abnegazione, voglia, attaccamento alla divisa e spirito di Corpo, e tanto, tantissimo umile lavoro. I risultati operativi non sono il frutto di improvvisazione né di approssimazione, men che meno di vuoti e sterili eloqui.
“Auguro - ha concluso - a chi mi succederà, anche operativamente, ogni bene. A tutti i componenti il Corpo presenti e futuri, auguro di non farsi mai sporcare l’uniforme, né per strada, né dentro il Comando. Con queste sensazioni lascio Lamezia Terme, nella certezza piena di aver agito sempre dentro il solco della legittimità, per il bene del Corpo e del buon nome dello stesso”.
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