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È salito ad almeno 235 morti il bilancio delle vittime del violento terremoto che ha colpito il Venezuela. I feriti sono oltre 4.300, come annunciato dal ministro della Salute, Carlos Alvarado. Nel dramma che ha travolto l'intero Paese, si registrano anche alcuni miracoli: un neonato è stato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira, mentre una donna è stata salvata a Chacao oltre 24 ore dopo le violente scosse di magnitudo superiore a 7. Sono inoltre più di 50.000 le persone che risultano ancora disperse dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì, secondo quanto riportato dal sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse.

Nel Paese sudamericano vive anche una numerosa comunità italiana, con una forte presenza di emigrati calabresi. Tra loro c'è Arturo Guzzo, 65 anni, ristoratore originario di San Pietro in Amantea, in provincia di Cosenza, che da anni risiede a Caracas. In un'intervista pubblicata da Repubblica.it e firmata da Eugenia Nicolosi, Guzzo racconta il dramma vissuto in quelle ore. «Qui è il caos, la gente è in strada e c'è tanta paura», racconta descrivendo una città devastata e un intero Paese in ginocchio. «Nella zona storica della città è un disastro, un inferno. Molti edifici sono stati costruiti senza il rispetto delle norme antisismiche». Il suo pensiero va agli amici e ai conoscenti: fortunatamente le loro abitazioni hanno resistito alle scosse, ma la paura resta fortissima mentre il numero delle vittime continua ad aumentare e migliaia di persone risultano ancora disperse. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, nella speranza di trovare altri superstiti tra le macerie.

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