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Catanzaro - Non potevano non irrompere i procedimenti disciplinari e le recenti inchieste che hanno riguardato magistrati e avvocati di Catanzaro all'inaugurazione dell'anno giudiziario del distretto di Catanzaro. E così dal presidente della Corte d'appello, Domenico Introcaso, per passare agli interventi successivi di avvocati, magistrati, rappresentanti del ministero di Giustizia i riflettori sono rimasti accesi sulla stretta attualità.

Introcaso: "No a populismo giudiziario"

"Il nostro compito, l'ufficio di tutti i giudici, nei rispettivi ordinamentali, è l'affermazione del primato della giurisdizione". Ha sostenuto il presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nella relazione. "Le recentissime, gravissime vicende, che hanno portato i nostri uffici a ingiusta gloria mediatica, hanno creato - ha aggiunto Introcaso - un clima di riflessione, dubbio, sfiducia nella società calabrese. Cosi' come fonte di riflessione, dubbio è il fenomeno qualificato come populismo giudiziario, per cui i magistrati vengono individuati come Masaniello o Savonarola, in accezione e significato simmetricamente negativo di interpreti del popolo, in esposizione mediatica assertiva e senza riflessione sui fenomeni. Si dimentica - ha rilevato il presidente della Corte d'appello di Catanzaro - che il processo è serie successiva e tipizzata di atti di bilanciamento e verifica dell'esercizio corretto della 'potestas' del magistrato operante, si oblitera superficialmente il controllo, di merito e di legittimità, che assiste ogni atto assunto nel processo. Donde lo sconcerto, per noi operatori, per le manifestazioni di esaltazione o di critica accesa oggettivamente dell'opinione pubblica per un percorso, il processo, per sua natura, struttura, orientamento. Laico e rigidamente regolamentato nell'incrocio dei controlli e delle verifiche. Il processo in quanto tale - ha conclusi Introcaso - è dialettica, approfondimento, affidato sempre e comunque, per Costituzione, al ragionamento del giudice".

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I numeri del distretto e l'allarme 'ndrangheta

Sono 2303 gli affiliati alla 'ndrangheta distribuiti nel territorio del Distretto giudiziario di Catanzaro. "Il Distretto - ha detto Introcaso - si caratterizza per uno 'Ioc', indice di criminalità organizzata, alto in tutti i tribunali, in particolare Vibo Valentia (65) e Crotone". Il presidente della Corte d'appello ha poi fatto un'analisi sulle dinamiche criminali riconducibili alla 'ndrangheta: "Nel contesto di crisi generale dell'economia italiana si inserisce il fenomeno criminale, le cui dinamiche espansive conducono all'esportazione dei moduli organizzativi locali calabresi, in rapporto organico funzionale con i nuclei originari, i fenomeni di penetrazione in aree cosiddette sane e nell'economia cosiddetta legale. Il passo successivo - ha rimarcato Introcaso nella sua relazione - è la sostituzione degli imprenditori storici, in crisi di liquidità e incapaci di reggere il mercato, con soggetti non 'ndranghetisti ma da questi ultimi cooptati in una logica non di corruzione dell'imprenditore sano bensì di esercizio, in sua vece, di attività legittima formalmente ma finalizzata al reimpiego dei capitali illeciti e all'evasione della normativa. Il passaggio agli appalti pubblici riguardanti tutti i settori delle produzioni è breve. E da qui l'esigenza delle complicità degli organi pubblici e politici".

"Il Distretto, Corte d'appello e Tribunali, ha considerevolmente abbattuto l'arretrato, eliminando le sopravvenienze con riduzione dei tempi, tali da determinare per la Corte indici di primazia nazionale secondo tutti i parametri declinati. Il settore penale della Corte - ha spiegato Introcaso - presenta, dopo un lungo trend negativo, elementi confortanti sulla base di tutti gli indicatori. L'esame dei dati delinea lon straordinario impegno ed efficacia di intervento profuso dalle presidenti delle sezioni penali e dai consiglieri, che hanno più che dimezzato la pendenza iniziale (7105 processi) portandola a 4362, malgrado la sopravvenienza di 3218 processi. L'efficacia dell'intervento trova immediato riscontro nell'eccellente indice di ricambio 1,36 e di smaltimento di 0,42. Va dato atto - ha sostenuto il presidente della Corte d'aello di Catanzaro - dell'incisiva diminuzione dell'arretrato, civile e penale, quale emerge dall'alto 'clearance rate' (tasso di liquidazione): il dato trova eccellente validazione nelle rilevate riduzioni del 'dispostion time' (durata dei procedimenti) civile (-36%) e penale (-62%). Il 'disposition time' per la Corte attinge a livelli di eccellenza primaria sul piano nazionale, essendo di 586 giorni". Sul piano qualitativo - ha spiegato Introcaso - "merita ricordare l'affluenza ormai costante di processi di criminalita' organizzata, definiti come maxi sulla base del numero di imputati e imputazioni, sicuramente incidenti sull'attività delle sezioni".

Gratteri: "Attenzione verso il distretto: procura sempre aperta ai cittadini"

Atteso l'intervento del procuratore capo della Dda, Nicola Gratteri, che incentra il suo discorso sulla necessità delle istituzioni centrali di investire nel distretto di Catanzaro e sugli importanti risultati conseguiti dai suo insediamento. "Mi permetto di fare una raccomandazione - ha detto Gratteri - In questo momento sul tavolo del Csm c'è l'aumento delle piante organiche. La raccomandazione è quella di prestare attenzione ai bisogni di questo Distretto, soprattutto per quanto riguarda i tribunali. Per quanto riguarda Catanzaro, nel prospetto che il ministro Bonafede ha inviato c'è l'aumento di un posto nella Procura Distrettuale due al tribunale, ma ritengo che siano insufficienti, perché - ha rilevato il procuratore - ci vogliono due unità nella procura distrettuale di quattro giudici al Tribunale, questo è importante perché si sanno gli impegni che stiamo per avere per la celebrazione dei maxiprocessi. Da quando sono a Catanzaro, i miei sostituti vanno in appello perché è giusto che chi ha fatto le indagini in primo grado prosegua il lavoro in appello". Gratteri ha poi rivolto anche "un'ultima preghiera al rappresentante del ministero. Sono tre anni che sono bloccate le tabelle delle sezioni di polizia giudiziaria. Noi a Catanzaro ne abbiamo in meno rispetto ad altre realtà".

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"Ringrazio il presidente della Corte d'appello - ha aggiunto Gratteri - per il sostegno che ci ha dato per la costruenda Procura di Catanzaro, i cui lavori sono in stato avanzato rispetto alla tabella di marcia, ma anche per quello che lui si è preoccupato di fare in questi giorni - e siamo stati già più volte ricevuti dal ministro - per la costruenda aula bunker: infatti dobbiamo preoccuparci della celebrazione dei processi nel Distretto di Catanzaro perché l'alternativa è l'aula bunker di Palermo". 

"Invito ancora una volta i cittadini a continuare a venire in Procura, come sta avvenendo. Sapete - ha poi concluso Gratteri - che ogni settimana faccio ricevimento, ci sono ancora centinaia di persone da ascoltare e da sentire. Continuate a inondarci di denunce".

Giulia Veltri

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