
Catanzaro - Il caso "Gettonopoli" al comune di Catanzaro occupa la trasmissione di la7 "Non è L'Arena" condotta da Massimo Giletti, e non sono mancati i momenti di scontro e di aspra contrapposizione tra il conduttore, alcuni ospiti in studio - come i giornalisti Luca Telese e Alessandro Cecchi Paone - e il presidente del Consiglio comunale, Marco Polimeni.
La trasmissione manda in onda un servizio sull'inchiesta della Procura di Catanzaro sulla gestione delle commissioni consiliari al comune di Catanzaro, scaturita nell'emissione di 29 avvisi di garanzia a carico di altrettanti consiglieri comunali, accusati a vario titolo di essersi intascati in maniera anomala i gettoni di presenza per la partecipazione ai lavori delle commissioni consiliari.
Al presidente Polimeni il compito di difendere l'istituzione rappresentata e a ricordare come l'inchiesta sia solo agli albori e non abbia portato ancora ad alcuna sentenza a carico dei consiglieri coinvolti. Ne è scaturito, soprattutto, nel finale un duro botta e risposta con Giletti e altri ospiti in studio, i quali si soffermavavano - alla luce di altre inchieste come l'ultima della Dda di Catanzaro "Rinascita Scott" - come sia compromessa la classe politica della Calabria, anche nei rapporti opachi con 'ndrangheta e massoneria.
Ferma la replica di Polimeni: “Avete mischiato - ha detto - operazioni antimafia, gettonopoli e inchieste diverse consegnando un’immagine negativa della Calabria. Per un giovane calabrese resta come punto di riferimento ed esempio il lavoro del procuratore Gratteri”. Da qui un parapiglia, con Giletti che ha accusato Polimeni di avere un suggeritore nascosto dietro la telecamera e la reazione stizzita del presidente del Consiglio comunale che ha annunciato querele e spiegato che: "Non si può fare spettacolo sulla pelle dei calabresi".
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