
Catanzaro – Un incontro pieno di risposte sul fronte del rientro a scuola quello che si è svolto ieri pomeriggio alla Provincia di Catanzaro tra il presidente Sergio Abramo e alcuni rappresentanti della delegazione Calabria di Genitori in Rete e del movimento La forza siamo noi.Priorità alla scuola e all’istruzione in sicurezza grazie a un laboratorio dedicato esclusivamente al processamento dei tamponi del sistema scolastico - con sede a Lamezia Terme - a un software per semplificare la comunicazione degli esiti dei tamponi, che entrerà in funzione la prossima settimana, e ai 61 infermieri (11 nel comune capoluogo), uno per ogni istituto comprensivo, che da lunedì prenderanno servizio nelle scuole dell’hinterland. Infermieri che assumeranno un ruolo fondamentale per tutta la popolazione scolastica che gestiranno i test rapidi in caso di sintomi in classe e che faranno da tramite tra le famiglie, i medici di base e gli Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziali, ndr) attivati sul territorio, due nel solo comune di Catanzaro.
Punto chiave dell’incontro riguarda la richiesta fatta dalle associazioni sull’utilizzo di un protocollo efficace ed efficiente che permetta alle scuole di proseguire senza intoppi e senza continui stop&go. Il sindaco di Catanzaro ha annunciato che questo è l'indirizzo che si vuole seguire con un protocollo condiviso ieri nel corso dell’incontro con l’Asp e i dirigenti scolastici per avere le idee chiare su come muoversi nell’eventualità di un caso Covid a scuola. Tutto ciò con l’auspicio che non si ripetano più le criticità riscontrate nei mesi scorsi, in cui i tamponi effettuati ad intere classi, o addirittura istituti, non hanno mai avuto un esito ufficiale. Dalle testimonianze raccolte dalle associazioni di genitori, infatti, ci sono alunni che hanno effettuato il tampone prima del locale lockdown scolastico e non hanno ancora avuto risposte.
Punto dolente sono, invece, le scuole secondarie superiori sulle quali c’è ancora molto da lavorare: dai trasporti, di competenza regionale, agli ingressi scaglionati. Per quanto riguarda le chiusure delle scuole nei diversi comuni della Provincia, il presidente dell’Ente intermedio, attraverso una missiva dell’Anci, ha ragguagliato i primi cittadini del comprensorio sulle motivazioni che possono essere poste alla base di una chiusura generalizzata delle strutture scolastiche senza le quali si può rischiare un’interruzione di pubblico servizio. Importante, infine, la disponibilità di Abramo al confronto continuo attraverso un tavolo strutturato con Comuni, Provincia Asp e dirigenti scolastici al cui interno le associazioni di genitori possono e vogliono portare il loro contributo.
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