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Conflenti – “Ai giovani e alle famiglie qui presenti non lascio nessun messaggio. Dico grazie per quello che siete. Per quello che fate ogni giorno. Per quello che avete superato, per le ingiustizie che avete subito e che subite. Vi chiedo scusa se non siamo riusciti a creare un mondo migliore per voi. Questo era l’unico motivo per cui ci siamo arruolati da ragazzi, per cui alcuni di noi sono caduti per strada. Non ci siamo riusciti per come volevamo ma ci abbiamo messo tutto il cuore e la forza che avevamo”. Sono le parole di “Capitano Ultimo”, accolto, in un fresco pomeriggio di agosto, nello spazio verde dietro la Chiesa di Sant’Anna a San Mazzeo di Conflenti. Una platea attenta e silenziosa ha ascoltato il Colonnello e Assessore all'Ambiente della Regione Calabria nella Giunta presieduta da Jole Santelli, Sergio de Caprio. Con il viso celato dietro un passamontagna, si è presentato come “uomo” che ha basato il suo cammino su principi cardine come l’uguaglianza e la fratellanza operando sempre con umiltà a fianco dei più deboli.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal parroco della comunità di San Mazzeo, don Andrea Latelli, e rientra nei festeggiamenti in onore Sant’Anna. È stato proprio don Andrea a moderare l’incontro (aperto con l'Inno nazionale e la preghiera del Padre nostro) che si è trasformato poi in un dialogo, un confronto, con i tanti amministratori presenti arrivati dai paesi del circondario, qualcuno anche dal Cosentino. Li ha ringraziati per l’opera che compiono ogni giorno nelle comunità: “Io - ha aggiunto l’assessore - sono semplicemente uno di loro accanto a loro. Cerchiamo di essere uniti e di dimostrare che la Calabria è 404 comuni uniti che cercano di andare avanti valorizzando quello che c’è con tante difficoltà. Il mio compito è quello di non farli sentire soli e abbandonati”.

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“Donare” è una delle parole che Capitano Ultimo ha spesso ripetuto durante la serata e sulla quale basa il suo percorso come assessore regionale: “Si dona agli altri senza voler nulla in cambio”. Questo il suo obiettivo: “Cercare di far vincere una legge basata sull’uguaglianza e fratellanza che è equità, diritto alla sopravvivenza e alla dignità. E, quindi, poter venire a donarli qua, al popolo calabrese, è l’onore più grande per me e la mia famiglia”.

Da carabiniere, dopo 42 anni di Servizio, il colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina quel 15 gennaio 1993, ora in aspettativa, dopo essere stato nominato assessore alla Regione Calabria, ha raccontato quei momenti. La platea ha così ascoltato dalla viva voce di chi materialmente ha messo le manette al boss il racconto dell’arresto. Don Andrea dà una chiave di lettura: quella della paura. “La paura - dice Capitano Ultimo - di una persona che aveva perso tutto. Si è trovato in una situazione di inferiorità. Noi eravamo di più. Queste persone le ho viste sempre da sconfitti, con le debolezze, le fragilità di gente vigliacca. In grado di essere arroganti quanto sono in tanti contro pochi ma poi sono delle persone fragili che hanno paura”. E, aggiunge: “è gente vigliacca. Gente che non è in grado di accettare i principi dell’umanità. Non è in grado di competere con l’uguaglianza e la fratellanza e cerca di arraffare con avidità ciò che altri si conquistano con il sacrificio e con il lavoro”.

“Ho visto invece - continua l’assessore descrivendo quei momenti che hanno fatto la storia - la loro cattiveria, nelle vittime, nella gente morente, ferita, distrutta. E non me le posso dimenticare queste persone. La violenza si vede negli occhi disperati delle vittime. Di quelli che subiscono. Questo dolore è quello che ci deve spingere a combattere ogni forma di criminalità e di violenza. Nel nostro mondo non ci deve essere posto per la violenza e la prevaricazione. Noi siamo qua a dimostrare questo: che esiste una civiltà bellissima, semplice ma difficile, un amore grande che è la fratellanza, il mutuo soccorso che non dobbiamo darlo per scontato ma dobbiamo praticarlo”. Da amministratore regionale dice: “Insieme faremo rinascere e rifiorire tutte le comunità piccole e grandi. La sfida è questa”. Nell’incontro si è parlato anche degli atavici problemi che affliggono la Calabria: come quello dei rifiuti e dell’importanza della raccolta differenziata, del compostaggio per arrivare a “discariche zero”, del mare sporco. Un incontro importante per la piccola comunità di San Mazzeo da dove è partito un cammino comune di confronto, dialogo e unione tra istituzioni e cittadini con un unico obiettivo: quello di far rifiorire la Calabria.

Ramona Villella

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