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Lamezia Terme – Si è svolto presso un hotel lametino l’incontro pubblico organizzato dall’associazione presieduta da Marcello Nicotera ‘Suoni del sud Lamezia’, il Jazz summit pro Lamezia, con il fine di salvare il Lamezia Jazz. L’incontro inizia con la proiezione, di circa 30 minuti, dei virtuosismi musicali dei diversi artisti nazionali e internazionali che hanno calcato le scene del ‘Lamezia Jazz’ al teatro Grandinetti, al teatro Umberto e teatro Politeama. Il contributo video estrapolato dagli archivi dell’associazione ‘suoni del sud’ ha mostrato gli eventi più significativi succedutisi negli 11 anni della manifestazione (Roberto Spadoni Six, Toots Thielmans quartet, Jeff Berlin, Miroslav Vitous, Elements, Billy Cobham culture mix, Bob Mintzer, Paolo fresu, mike Stern, Hbc Super trio, Joey Defrancesco trio, opus 5).

"Incontrarci oggi - dice Colloca - è importante, vogliamo discutere della precaria condizione cui versa il Lamezia Jazz, che rischia di essere soppresso. Il nostro festival, un vanto per tutta Lamezia - afferma Colloca, vero appassionato della musica Jazz - merita un grande rispetto. Siamo allarmati per il mancato finanziamento al Lamezia Jazz, siamo preoccupati che la buona musica non venga più diffusa, tenere fuori questa rassegna sarebbe veramente deleterio e non solo dal punto di vista del prestigio che può dare alla città, ma anche dal punto di vista storico.

Tra gli artisti che hanno partecipato alla rassegna, alcuni erano molto apprezzati da mio zio, Silvano Colloca che si è occupato anche delle origini del jazz; testimone poi preso egregiamente da Egidio Ventura. Il jazz - continua un appassionato Colloca - è un genere musicale che costa meno rispetto agli altri e, nonostante le esigue risorse, si è sempre svolto. Dall’associazione Bequadro siamo riusciti ad avere importanti artisti”. Colloca tiene anche a precisare che questo festival è stato finanziato solo dal comune ed è stato istituzionalizzato tre anni fa”.

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Continuando a sostenere come la musica sia anche un importante veicolo di cultura, Colloca afferma che in Germania (che ha anche i suoi problemi) i fondi destinati alla cultura sono aumentati,  il contrario sarebbe un vulnus civico, personale, una lesione di un diritto per chi non può usufruirne. Precisa poi, senza voler inscenare alcuna polemica politica, che: “Sono contrario ai 40.000 euro dati per il capodanno Lametino, noi avremmo usato quei soldi in modo diverso”. Conclude con una speranza Colloca: “Bisognerà rivedere le politiche culturali riguardo la rassegna, fare rete, coinvolgere tante persone per la sua difesa”.

A parlare poi è il direttore artistico del Lamezia jazz, che parla del non proprio soddisfacente incontro avuto con l’amministrazione comunale, “Forse non ci siamo capiti bene, c’è stata una qualche incomprensione”. Ventura ha anche parlato di somme di denaro, in quanto, anche lui si dice contrario all’assegnazione dei fondi per le festività di Natale a Lamezia. “Forse dal comune non hanno seguito bene gli 11 anni della nostra manifestazione e il grande afflusso di pubblico avuto da ogni parte della Calabria. Abbiamo fatto diversi eventi e ci siamo accontentai delle date offerteci  la prima o l’ultima che fossero,  questo per contenere i costi. Forse - continua Ventura - la cultura in Italia non è apprezzata al massimo, e dal 78 che c’è questo problema, pare che abbiano preso tutto le associazioni e grazie ai loro meriti hanno una grande presa sul territorio, anche se di musica hanno fatto poco. A rispondere alle polemiche riguardo i fondi concessi dall’amministrazione interviene infine l’assessore alla cultura Giusy Crimi disponendo di impegnarsi per il mantenimento del Lamezia Jazz nell’attesa dell’approvazione del bilancio, che sarà fatto in questa amministrazione, e capire poi come meglio agire. All’Assemblea in favore del festival, è intervenuto anche Sergio Gimigliano, Direttore Artistico del Peperoncino Jazz Festival.

Francesco Ielà

 

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