
Lamezia Terme - "Così non possiamo andare avanti". È il grido degli agricoltori che da giorni stanno protestando in tutta la Calabria e che oggi si stanno radunando a Lamezia Terme contro il caro carburante e la crisi del settore. Il corteo, partito dalla stazione centrale, si sta dirigendo verso l'aeroporto. Nei giorni scorsi gli agricoltori avevano organizzato presidi a Pizzo e nel Vibonese, arrivando anche a bloccare alcune autocisterne dirette agli impianti di carburante. Lunedì scorso, invece, erano stati gli autotrasportatori a manifestare davanti alla Cittadella regionale. Le proteste stanno provocando anche rallentamenti alla circolazione.
Alla base della mobilitazione, secondo i manifestanti, c'è una crisi che va ben oltre il caro carburante e che coinvolge i costi di produzione, i prezzi riconosciuti alle aziende agricole e i prodotti locali, sempre più sottopagati. A questi problemi si aggiungono i danni provocati dalla fauna selvatica e la concorrenza dei prodotti esteri. Il nodo principale resta la distanza tra le spese sostenute dalle aziende e il prezzo di vendita dei prodotti: un equilibrio che, denunciano gli agricoltori, mette a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese.
La protesta, annunciano i manifestanti, proseguirà per tutta la giornata a Lamezia Terme, mentre nei prossimi giorni si sposterà nel Cosentino. "Questa è la battaglia di tutti", affermano da MTA (Movimento Territorio Agricoltura), che sta prendendo parte alla mobilitazione avviata da giorni in tutta la Regione. L'evolversi della protesta è seguito e monitorato dalle forze dell'ordine.

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