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Lamezia Terme - Sono stati gli uomini del 2° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Sirio” che con l'elicottero decollato dalla base di Lamezia hanno scoperto il cadavere della signora Maria Stella galleggiare a largo della costa tirrenica dopo ore di ricerche. Dal Reggimento raccontano che appena scattato l'allarme "l’equipaggio in servizio di pronto intervento, è immediatamente decollato a bordo di un elicottero AB 412 per effettuare una missione di ricerca nella zona di Amantea, sia su terra che su mare. Poiché gli esiti sono stati negativi, nel pomeriggio si è resa necessaria una ulteriore missione di volo. Alle  17 circa, quindi,  l’equipaggio ha individuato in mare un cadavere, a circa 300 metri dalla costa, nel tratto compreso tra Falerna e Nocera Terinese. A questo punto l’aeromobile ha avvisato via radio la motovedetta della Guardia Costiera impegnata nelle ricerche, guidandola al punto del ritrovamento e permettendo così il recupero del corpo senza vita". Dal Reggimento Sirio fanno sapere che proprio uno dei compiti "pur se non sempre con gli esiti auspicati" come nel caso della signora ritrovata cadavere, sono quelli relativi al servizio di pronto intervento aeromobile, svolto ogni giorno 24 ore su 24. L’addestramento degli equipaggi e gli elicotteri in dotazione al reggimento di Lamezia Terme, gli AB 212 e gli AB 412, consentono infatti l’assolvimento di diverse tipologie di missioni di volo, tra cui la ricerca in mare, sia diurna che notturna.  Purtroppo, non sempre le opere di salvataggio si rilevano utili per i malcapitati ma, in questo caso, il servizio aereo dell'Esercito di stanza a Lamezia è comunque risultato fondamentale per restituire il corpo della signora dispersa ai suoi cari.

Sulle cause, invece, che hanno portato a ritrovare in mare aperto il cadavere della donna scomparsa non si sa ancora nulla e bisognerà attendere i risultati dell'autopsia disposta dalla Procura di Paola, titolare delle indagini. La donna, lo ricordiamo, lavorava presso un ristorante situato tra Campora e Amantea. Finito il turno di lavoro, intono alla mezzanotte e mezza dell 17 aprile, la donna avrebbe dovuto far rientro a casa con la sua auto ma, in realtà, non è mai giunta alla sua abitazione. L'allarme è stato lanciato quasi subito da uno dei figli non vendendola rincasare. L'auto della donna, una Fiat Punto, è poi stata ritrovata alla foce del fiume Oliva in località Mandrelle, poco distante dal luogo di lavoro. Le forze dell'ordine avrebbero rivenuto sia le chiavi ancor inserite nel cruscotto, oltre che un giubbino ed un cellulare di proprietà della donna.  Cospicuo il dispiegamento di uomini e mezzi sesseguitesi ininterrottamente  fino al tragico ritrovamento da parte dell'elicottero dell'Esercito. Restano i dubbi sulle cause che potranno essere svelati solo con l'autopsia. Non è escluso possano esserci, nei prossimi giorni, ulteriori risvolti su questa tragica vicenda.

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