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Lamezia Terme – “In questo momento particolare per la città di Lamezia, non voglio entrare a gamba tesa programmando per conto della città, ma voglio starvi accanto, affiancarvi per la progettazione del CIS, che ritengo importantissima. Catanzaro ha bisogno di Lamezia e Lamezia di Catanzaro”. Apre così la riunione per vagliare le proposte del Contratto Istituzionale di Sviluppo, il Presidente della Provincia Sergio Abramo spiegando l’importanza di una progettazione corretta e celere pena l’esclusione dal copioso finanziamento dedicato alle regioni svantaggiate del mezzogiorno. Ammonterebbe a circa 50 miliardi la cifra destinata dal governo centrale e di cui i comuni delle regioni del meridione potrebbero usufruire. Negli anni passati, nessuna città della Calabria era riuscita a sfruttare questa opportunità, neanche la città di Cosenza, che lo scorso anno ci aveva provato senza ottenere risultati (a causa di un progetto per la riqualifica del centro storico che avrebbe dovuto coinvolgere anche dei privati).

“Abbiamo avuto tante opportunità ma, non abbiamo mai saputo sfruttarle. Così come Provincia, ci siamo subito attivati per cominciare a disegnare delle ipotesi progettuali individuando due ambiti territoriali: Catanzaro, l’area di Germaneto, il litorale ionico e il polo lametino con i comuni limitrofi”, continua ancora Abramo. I comuni interessati sono invitati dunque a sedere al tavolo di lavoro a partire da domani stesso per studiare tutti insieme un’idea guida coerente che sia filo conduttore di tutte le singole proposte. La deathline per la presentazione del progetto preliminare è la fine del mese di novembre, altrimenti le risorse economiche verranno dirottate su altre regioni più solerti. La Provincia, vista la natura complessa del sistema legislativo, si dichiara disponibile a fornire supporto agli amministratori locali per accompagnare il corretto sviluppo dei lavori attraverso il coinvolgimento di professionisti e tecnici del settore. Sarà poi il Ministero del Mezzogiorno a valutare la validità dei disegni progettuali.

Gli investimenti possibili possono riguardare diversi interventi: infrastrutture, turismo, di riqualifica dei borghi ed attività di ricerca. Le risorse dovranno finanziare esclusivamente progetti di natura pubblica, fatta eccezione per quelle proposte che vengono affiancate da privati con contratti 4.0, ovvero che prevedono innovazione e tutela ambientale. Si prediligeranno naturalmente quelle idee che sono immediatamente cantierabili, cioè che non siano vincolate da lungaggini burocratiche e soggette a fermi amministrativi. Non saranno compresi nei CIS gli interventi relativi a dissesto idrogeologico, a risanamento edifici scolastici e sanitari ed interventi per la statale 106, coinvolti già in altri tipi di finanziamenti.

A conclusione, Abramo prova ad avanzare un suggerimento per la città: “Ci siamo permessi, parlando anche con i Commissari, di dare anche indicazioni su Lamezia: si potrebbero inserire nel Cis i finanziamenti per ultimare il Palazzetto dello Sport, il Carlei e si potrebbe pensare anche di realizzare un centro sportivo specializzato per la disabilità. Sarebbe l’unica struttura di questo tipo in tutta la regione.”

Dora Coscarelli

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