
Lamezia Terme - Anche a Lamezia protesta di piazza contro il nuovo Dpcm e la decisione di includere la Calabria fra le zone rosse d'Italia. In piazza della Repubblica si sono dati appuntamento in circa duecento esercenti e anche cittadini comuni per affermare il "diritto e la dignità al lavoro".

Un sit-in pacifico anche se controllato dalle forze dell'ordine, per dire no "alla chiusura delle partite Iva" e per ribadire che in Calabria "non esiste nessuna emergenza sanitaria". Il grido forte che si è levato dalla piazza, è stato "diritto al lavoro e la libertà individuale sancita dalla Costituzione". Un grido d’allarme che ha accomunato, baristi, ristoratori e tutti quegli esercenti che non potranno aprire i locali e che hanno stigmatizzato “le perdite economiche che rischiano di far chiudere definitivamente le loro attività”. La richiesta unanime è stata quella di sollecitare la classe politica calabrese ad adoperarsi per far rivedere la decisione del Governo e non includere la Calabria nelle zone rosse. Molti commercianti hanno annunciato di essere “intenzionati a riaprire i locali e ad andare contro le normative”. L’invito alle istituzioni locali, sindaco in primis “a dissociarsi dal nuovo Dpcm e ad emanare ordinanze per dare la possibilità di aprire i negozi”. La protesta si è spostata al Comune dove però l’ingresso è stato presidiato dalle forze dell’ordine, ma i manifestanti hanno bloccato la circolazione in via Perugini. Una manifestazione che ha ha inteso richiamare l'attenzione sulla Calabria come è accaduto in altre città della regione. Purtroppo la decisione di dichiarare la Calabria zona rossa più che per i contagi, come è noto, è dipesa dal rischio di aumentare i problemi già esistenti negli ospedali di tutta la regione a causa della mancanza di posti letti di terapia intensiva e sub intensiva promessi e mai realizzati.
A.C.



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