
Lamezia Terme - Come nel resto della Calabria, anche a Lamezia non rallenta la curva dei contagi. Ad oggi, sono 180 i casi positivi attivi che si registrano. Si tratta dell'ultimo dato aggiornato dagli uffici del Dipartimento di prevenzione diretto dal dottor, Giuseppe Caparello. Con una leggera differenza rispetto a quanto (168) segnalato dal Comune. E con qualche tiepida speranza che riguarda un numero di guarigioni in aumento. Molti sono i soggetti lametini, e non solo, che si recano presso la sede del Distretto sanitario per sottoporsi al tampone. Ma gli operatori (in tutto 3) fanno anche rilevamenti a domicilio e, in certi casi, anche fuori dal comune di Lamezia. E nella postazione spesso rimane una sola unità. Una mole di lavoro impressionante in un contesto dove si evidenzia carenza di personale che spiega anche l'attesa per avere riscontri. Ci sono poi tanti soggetti che accusano malori con sintomi che inducono gli stessi a recarsi al Pronto soccorso dove si sottopongono all'esame del tampone, così come in molti studi privati che in città operano a pagamento.

L'insieme di questo "afflusso" che si genera per la processazione, va da sé che causa non pochi ritardi negli esiti. A questo si aggiungono le giuste richieste di chi non ha risposte perché negativo, ma ha bisogno della relativa certificazione. Si assiste infatti ad un "andirivieni" dalla Prevenzione ubicata nel vecchio ospedale di Colle Sant'Antonio per avere il tanto sospirato "lasciapassare" che serve a chi deve partire con giustificate motivazioni, andare a lavorare etc. Un dato risulta evidente: il personale addetto è poco e, inevitabilmente, i tempi per ottenere risposte si allungano. Tuttavia, l'emergenza lametina che comunque è simile ad altri grandi centri della regione e non solo, è tale poiché la cosiddetta "tracciabilità" è "saltata" e appare ormai come una chimera. Difficile infatti riuscire a risalire a tutti i contatti avuti dal soggetto positivo. Altro dato che preoccupa, come già messo in evidenza qualche giorno fa, la situazione al campo Rom dove sono molti i casi positivi e dove purtroppo diventa sempre più difficoltoso riuscire a contenere l'espandersi del virus per una complessità di fattori nota a tutti. Il suggerimento, peraltro di molti addetti ai lavori, è quello di procedere al rilevamento dalle automobili e quindi con l'allestimento di postazioni tipo "drive-in" come accade in tantissimi comuni. L'appello, in questo senso, è finalizzato ad una maggiore sinergia tra Asp e Comune per arrivare a questa soluzione.
A. C.

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