
Lamezia Terme - E’ una disposizione messa in atto per la sicurezza dei fedeli, quella che determinerà quest’anno, in considerazione del pericolo Covid, la sospensione delle celebrazioni per la festività di Santa Lucia presso la chiesa del rione omonimo, abitualmente meta in questo periodo dell’anno di una folla fervente animata di devozione antica, che si avvicenda nel seguire la messa ricevendo la tradizionale immaginetta sacra.
La messa del 13 dicembre, III domenica d’Avvento, come si legge in una nota, “è soltanto alle 8:30 e alle 11.00, ed è riservata ai parrocchiani. Consigliamo agli altri di partecipare alla messa nella propria parrocchia. Si può venire a Santa Lucia solo per una veloce visita, che vale anche se effettuata durante la novena, dal 4 al 13 dicembre, per evitare assembramenti, e come se la festa durasse 9 giorni”.
Una scelta di responsabilità, secondo don Vittorio Dattilo, già parroco del rione, il quale in luogo dell’immagine di Santa Lucia, accompagnata da una sua riflessione contestuale, propone per il 2020 un’alternativa che permetta di evitare il poco consigliabile passaggio di mano in mano delle piccole immagini, stampando invece un depliant ad uso personale che ne contenga la storia, da offrire in singola copia a quanti comunque vorranno recarsi in chiesa per un saluto all’effigie della Santa. “Abbiamo pensato così di promuovere una riflessione a distanza – dichiara don Vittorio Dattilo – offrendo questo stampato, che va usato in modo personalissimo perché non sia veicolo di contagio, e in modo discreto, perché non sia sprecato e possa arrivare a quante più persone possibili. Vi troverete riprodotte buona parte delle immaginette di Santa Lucia, proposte a partire dal 1985, con una breve storia e l’ispirazione che le ha motivate”.
All’interno del depliant sarà possibile trovare anche un’ampia riflessione sul significato assunto dalle immaginette sacre, che pur essendo simbolo di identità collettiva, spesso si ritrovano in bilico fra la devozione e la magia, la liturgia e il fatalismo, aspetti che possono deviarci da una corretta comprensione della testimonianza dei Santi o delle feste religiose, interpretandoli come mezzi “per sbarcare il lunario di fronte a incertezze e ostacoli”. “Entrare in possesso dell’immagine, tenerla con sé, ha spesso il sapore di questo scambio magico di tipo pagano”, scrive ancora don Dattilo. Sono fenomeni alieni dalla vita di un cristiano autentico, così come anche il gesto propiziatorio contrastato nella nota manifestazione “Capodanno senza pistole”, promossa da anni dallo stesso sacerdote. La mentalità che vi è sottintesa può finanche essere traslata sul piano sociale, dove va ad alimentare forme di clientelismo, o anche di corruzione, che la Chiesa di oggi si impegna a contrastare. Questa apparente e temporanea rinuncia ad un simbolo popolare di devozione, dunque si trasformerà in realtà in un modo per riflettere su noi stessi e sulla natura gratuita della nostra fede.
Giulia De Sensi
© RIPRODUZIONE RISERVATA