
Lamezia Terme - Tanta emozione, ansia, stanchezza, ma soprattutto voglia di concludere un percorso impegnativo negli occhi dei maturandi lametini, che oggi si apprestano ad affrontare la prova d’Italiano. No, non hanno passato la notte sui libri, ma a piazza Mercato Vecchio, per la ormai tradizionale uscita della “Notte prima degli Esami” che unisce in festa ragazzi e ragazze di tutti gli Istituti della città fino alla mezzanotte prima del fatidico giorno della prova. Ma sono in realtà moltissime quest’anno le variabili che accomunano gli studenti dei diversi indirizzi, sostanzialmente concordi nelle tendenze e nelle scelte per il futuro, con poche eccezioni che non intaccano l’omogeneità del loro punto di vista rispetto a quello che li aspetta.
La maggioranza innanzitutto vuole proseguire gli studi con l’Università, anche dal “De Fazio” e dal professionale “Einaudi”, dove solo una parte ha in mente un futuro lavorativo nell’enogastronomico o magari, se c’è la possibilità, in un’attività di famiglia. Per il resto le Facoltà più quotate citate dai ragazzi sono le stesse ovunque, con una lieve prevalenza di Medicina allo Scientifico e di Economia al “De Fazio; in calo invece la scelta di iscriversi a Lettere dal Classico. Ovunque vanno fortissimo le Professioni Sanitarie – Logopedia, Ostetricia, Scienze Infermieristiche – ma anche Giurisprudenza, Psicologia, Informatica, Design, Mediazione Linguistica. Presente un po’ ovunque anche la scelta di entrare nell’Esercito o nelle Forze dell’Ordine, sia fra i ragazzi che fra le ragazze.

Ma dove esattamente vedono il loro futuro i giovani maturandi di quest’anno? La maggior parte, da qualunque indirizzo, resterà a studiare in Calabria – molti a Germaneto – altrimenti a Roma, ma raramente più su. Una scelta consapevole dettata dalla volontà di restare? A volte sì, a volte no. “Voglio studiare qui, ma poi lavorerò sicuramente fuori”, dicono in tanti, dal Classico al Professionale. “Io penso che prima mi inserirò fuori, ma poi se sarà possibile ritornerò qui”, conclude un ragazzo del “Campanella Fiorentino”. Tanto precoce buon senso è ciò che emerge quest’anno, in una situazione dove la voglia di osare e di esplorare il mondo lontano da casa, più presente nelle annate precedenti, viene comunque dopo l’aspirazione di inserirsi lavorativamente nel mercato in un momento di incertezza, che comunque non toglie il sorriso e la speranza dal volto dei ragazzi lametini.
Giulia De Sensi






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