
Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota diffusa dall'AsiCat in cui precisano che il divieto di balneazione espresso da apposita ordinanza sindacale non è imputabile al depuratore di San Pietro Lametino.
"In merito all’Ordinanza Sindacale n° 106/2014 di divieto di balneazione di alcuni tratti di costa lametina, sentiamo il dovere – a beneficio di una compiuta e serena informazione - di specificare che la zona prospiciente l’area industriale Papa Benedetto XVI interessata dallo scarico del depuratore consortile è interdetta in quanto interclusa tra le foci del Fiume Amato e del Torrente Turrina. Tale divieto scaturisce da un obbligo di legge e appare necessario puntualizzare quanto sopra, in quanto si potrebbe equivocare che l’interdizione alla balneabilità del tratto di costa summenzionato, trae origine dal cattivo funzionamento dell’impianto di depurazione consortile di cui è concessionaria la soc. DECA. A questo proposito - conferma il Direttore Generale D’Agostino - ad oggi l’impianto unitamente alle 35 stazioni di sollevamento disseminate lungo il percorso dei collettori fognari che parte da Falerna, Gizzeria, Lamezia Terme, Curinga e Filadelfia – nonostante le difficoltà economiche cui si deve far fronte legate alla mancata regolarità nei pagamenti da parte di alcuni Comuni collettati, è pienamente efficiente. Lo dimostrano i continui controlli eseguiti dai competenti organi di vigilanza, dall’ufficio di controllo dei cinque Comuni collettati, le analisi ( di cui alleghiamo l’estratto dei parametri più significativi dell’ultimo referto) e le ispezioni della Capitaneria di Porto. Purtroppo in questo inizio di stagione estiva il mare, lungo alcuni tratti della costa lametina ( da Nocera Terinese a Curinga ), sta presentando delle criticità in taluni momenti della giornata . Tale problematiche non sono ascrivibili certamente al depuratore consortile di Lamezia Terme. L’acqua in uscita dal depuratore lametino, presenta tutti valori abbondantemente entro i limiti tabellari imposti ex lege. Ritenendo, infine, di dare un fattivo contributo all’informazione procederemo anche per i prossimi tre mesi a trasmettere alla stampa i risultati analitici delle acque di scarico del depuratore fermo restando la disponibilità – per chiunque – di chiedere una visita all’interno dell’impianto per toccare con mano quanto rassicurato".
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