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Lamezia Terme – “In questi giorni difficili si moltiplicano i gesti di solidarietà per sostenere l’ospedale di Lamezia e anche noi ci siamo adoperati attivamente nel sostenere attività importanti come la diagnosi e più in generale la tutela della salute individuale e collettiva del nostro nosocomio”. Ѐ quanto si legge in una nota dell’associazione lametina “Federico II 1207”.

“Per fronteggiare un’emergenza che ogni giorno vede sul campo i nostri professionisti - spiegano - e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, l’associazione ha donato 50 mascherine Fp2 (con e senza valvola) e 10 termometri ad infrarossi. Queste ultime apparecchiature diagnostiche sono ormai considerate strumentazioni necessarie alle strutture sanitarie al fine di agevolare il lavoro degli operatori per curare al meglio i malati limitando le occasioni di contagio. Il direttore sanitario del Presidio unico, Antonio Gallucci, ha ringraziato l’associazione, a nome anche di tutti gli operatori del “Giovanni Paolo II”, alcuni dei quali presenti al momento della consegna dei dispositivi medici”. Ma l’associazione “Federico II 1207” ha anche pensato a “un altro vero dramma che incombe sul nostro territorio ed è quello legato all’emergenza economico-sociale conseguente all’emergenza sanitaria”. Infatti, si legge ancora nel comunicato, il sodalizio lametino “non potendo venir meno ai servizi essenziali a favore dei più poveri, ha pensato anche ai bisognosi donando direttamente alla Caritas diocesana 500 euro e facendo pervenire alla Parrocchia della Pietà 240 vasetti in vetro di fagioli, 120 bottiglie in vetro di passato di pomodoro, 100 sacchetti di farina di grano tenero 00 e 100 astucci di zucchero”.

“Il nostro intento – concludono - è stato comunque quello di riuscire ad offrire un contributo concreto e più immediato possibile al territorio cercando di agevolare il lavoro dei sanitari, ma con un pensiero rivolto anche a chi purtroppo paga le conseguenze del fermo delle attività produttive generato dall'emergenza sanitaria. Si è voluto doverosamente tener conto dell’impatto sulla vita delle persone che stanno vivendo attualmente in condizioni di privazione o che stanno affrontano difficili circostanze socio-economiche”.

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