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Lamezia Terme – L’associazione “Progresso 2010” lancia un appello al commissario prefettizio affinché intervenga nella lunga vicenda che vede al centro un muro costruito ormai diversi anni fa lungo via del Progresso. “Una soluzione contro natura – così la definiscono dall’associazione - ad un banale problema di circolazione. Una struttura che umilia la tecnica progettuale approvata dai progettisti. Uno spettacolo indecente offerto dalle ultime due Amministrazioni agli ospiti che attraversano la più importante strada di accesso alla quarta città della Calabria. La chiusura della intersezione di Via del Progresso con la Via G. Fortunato e Via dei Ciclamini, che fu eseguita dall’Amministrazione Speranza e confermata dall’Amministrazione Mascaro – sostengono dal sodalizio - non fu decisa per motivi di sicurezza ma per motivi riguardanti l’incapacità della acquisizione al Patrimonio comunale di un’area. Dopo cinque anni di proteste fu approvato nel 2015 dal primo sindaco un progetto di rotatoria, accantonato poi dal secondo sindaco non per le sue imperfezioni ma ancora per non toccare quell’area. Uno spettacolo di mala politica in una città, già afflitta per altri versi, dove la rappresentanza democratica rimane spesso soltanto una proclamazione da comizi elettorali”. 

Dall’associazione fanno inoltre sapere che: “La Procura ha respinto per insussistenza dei fatti tutte le motivazioni delle denunce nei confronti dell’associazione. Rassicuriamo – aggiungono - che con l’archiviazione del procedimento il problema non è morto perché l’Associazione Progresso 2010 è venuta nel frattempo in possesso di importanti documentazioni pubbliche, inviate alla Amministrazione per le determinazioni conseguenti, che confermano quanto da sempre sostenuto relativamente alla natura pubblica di quell’area costituita da due parti distinte, una già appartenente ad una strada comunale e l’altra espropriata per finalità pubbliche nell’anno 1974. La via del Progresso sembra che sia rimasta una zona della città affrancata dal rispetto della legge con il disinteresse della varie autorità interpellate. Rivolgiamo un accorato appello al Commissario prefettizio, già messo al corrente degli eventi, perché non lasci la città senza aver prima rimosso anche quest’altra scoria del passato”.

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