
Lamezia Terme - "Il Direttore Sanitario del Sant’Anna ha tentato di ribaltare a suo favore i principi che regolano il rapporto pubblico/privato nel campo sanitario. E’ la Costituzione che impone il primato del pubblico, mentre la sanità privata è sussidiaria". Ad affermarlo in una nota alcuni sindaci, organizzazioni produttive e associazioni impegnate a favore della sanità lametina, in replica al direttore sanitario della clinica Sant'Anna che - a loro detta "sta facendo una guerra mediatica contro l’Asp di Catanzaro, che per la prima volta ha fatto propria quest’ottica di legalità. E questo sol perché l’Asp ha deciso di dirottare anche sull’ospedale di Lamezia eventuali risorse finanziarie in esubero all’esito della vicenda della firma del contratto 2021 con la clinica privata Sant’Anna. Noi continuiamo a ribadire sinceramente la nostra solidarietà a quei dipendenti (a quanto emerge dalla manifestazione di protesta di ieri mattina, pochi), che ancora non hanno trovato sistemazione nelle strutture pubbliche o private. Ma non accettiamo alcuna denigrazione nei confronti del nostro reparto ospedaliero di Cardiologia".
"Il dottore Capomolla è andato a pescare, non a caso, i dati del Piano Nazionale Esiti dei ricoveri in Cardiologia di Lamezia durante il 2020, come se non sapessimo tutti quale disastro ha causato nella sanità pubblica, rispetto agli interventi ed ai ricoveri ordinari, la pandemia che non abbiamo ancora sconfitto. Incurante, poi, del fatto che già in questo scorcio del 2021 i posti letto della nostra Cardiologia siano tornati ad essere costantemente occupati e le prestazioni siano in netta ripresa, ha fatto riferimento a tipologie d’attività, infarti e trattamenti UTIC, che il Sant’Anna non tratta, perché non sta nella rete dell’emergenza infarto, o che, peggio ancora, sono state una (e non l’ultima) delle cause dei guai giudiziari che sta attraversando".
"Lasci quindi stare le prediche sulla necessità di obiettivi capaci di elevare il bene comune e di non assecondare logiche campanilistiche. Primo, in quanto non ci sembrano affatto scevre da logica campanilistica le manifestazioni della politica catanzarese a suo sostegno. Secondo, in quanto a tutelare il bene comune sono preposti i magistrati e la Commissione Straordinaria dell’Asp. E dopo questo, ci vuole un bel coraggio ad affermare da parte sua che c’è bisogno di una maggiore accountability, cioè di meccanismi che innalzino il livello di trasparenza e oggettività dei risultati raggiunti in una prospettiva di rendicontazione e verificabilità del risultato. Per favore lasci, poi, stare anche la pretesa di stabilire (lui, rappresentante di una clinica privata), che la forte potenzialità dell’ospedale Lametino debba estrinsecarsi nella vocazione ad un ruolo strategico nel processo della cronicità. Ed infine eviti anche di predicarci che per ogni punto di complessità clinica il Sant’Anna, rispetto all’offerta pubblica, spende il 25% in meno di risorse. Intanto, quei risparmi non finiscono nelle tasche pubbliche. E poi, essendo la sua struttura così competitiva nei costi e così tanto attrattiva per la qualità delle prestazioni, non si comprende perché non rimanga ad operare esclusivamente nel mercato della sanità privata, che in Italia è in forte espansione, ma resti invece attaccata alla sanità pubblica e delle risorse che essa destina alle convenzioni con i privati. Quanto all’Asp, è la prima volta (guarda caso) che la sua Direzione Generale pone con nettezza il tema della necessità di riequilibrare l’organizzazione sanitaria nell’area centrale della Calabria. Noi chiediamo alla Regione di prenderne doverosamente atto e non lasceremo nulla d’intentato per ottenere un deciso riequilibrio a favore del nostro ospedale".
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