
Lamezia Terme - Una conferenza stampa indetta per informare la cittadinanza della situazione relativa all’esito del bando regionale per i Grandi Eventi 2020, quella che si tenuta nella sede di AmaCalabria alla presenza del direttore artistico Francescantonio Pollice e di altri due operatori nel ramo della gestione di eventi dal vivo made in Calabria: Ruggero Pegna, direttore artistico di Fatti di Musica, e Sergio Gimigliano, organizzatore del Peperoncino Jazz Festival. Parliamo evidentemente di tre realtà artistiche fortemente storicizzate che – insieme al Festival d’Autunno, organizzato dall’associazione Donne in Arte presieduta da Tonia Santacroce, e addirittura al Festival Trame – sono state però escluse dal bando, la cui graduatoria definitiva sarebbe uscita solo in data 28 maggio 2021, ovvero a distanza di 10 mesi dalla pubblicazione dell’avviso pubblico – a fronte dei 30 giorni previsti per le consultazioni – e dopo un iter tutt’altro che lineare, pur senza intervento di proroghe, che sarebbero state, in tempo di pandemia, ampiamente giustificate.
“La prima commissione che ha esaminato le domande – dichiara Pollice – è stata nominata il 31 luglio 2020, ma dopo l’arrivo dall’alto di una richiesta di chiarimenti rispetto all’esito dell’istruttoria, il procedimento è stato annullato e la commissione inspiegabilmente esautorata. Solo il 21 gennaio 2021 è stata nominata una nuova commissione, e solo il 1 aprile è stata pubblicata una graduatoria provvisoria, dalla quale Pegna risultava fra l’altro escluso a priori in quanto organizzatore di evento “non storicizzato”.” Dopo il doveroso reinserimento di Pegna, tuttavia, al 28 maggio, viene comunicata in via definitiva l’esclusione dal bando di tutte le realtà culturali significative più della nostra città, che di fatto non potranno più mettere in atto gli eventi già organizzati e messi in cantiere a causa del Covid. Per il colmo degli sfregi, l’esclusione sarebbe motivata dal fatto di non aver svolto le nostre attività, nel periodo in cui erano in vigore i ben noti DPCM che ne rendevano praticamente impossibile la messa in atto”.
Ad essere “ripescati” nella graduatoria definitiva sarebbero stati in tutto 7 enti culturali – che avrebbero svolto comunque una parte delle proprie attività nei mesi di Luglio e Agosto 2020 “al buio”, cioè senza la certezza del rientro dei fondi – e rispetto ad uno di questi sembra essere ancora addirittura “in via di verifica” l’effettiva messa in atto dell’evento in questione. Dopo la richiesta negata di avere accesso agli atti, AmaCalabria e Donne in Arte hanno congiuntamente fatto un ricorso al Tar, iniziativa alla quale si appresta ad unirsi Sergio Gimigliano. Ruggero Pegna, che ha espressamente sporto denuncia, notifica “la mancanza di adeguatezza nella scelta delle commissioni, i cui membri non sono esperti in materie del settore”. La “linea dura” sarebbe stata motivata in questo caso dall’impossibilità di una mediazione attraverso le associazioni per la tutela degli operatori culturali – Agis e Assomusica – che più volte in situazioni analoghe sono state ascoltate. “Questa volta si è preferito finanziare un spot pubblicitario di 8 minuti, di cui 4 di titoli di coda, attraverso trattative private, cui è stata offerta la stessa cifra utile a finanziare 12 Festival”, concludono gli operatori.
Giulia De Sensi
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