
Lamezia Terme - "Un'indecenza mai vista. Nemmeno nel terzo mondo si vedono bagni pubblici in un'area di pubblica utilità per i cittadini ridotta in questo stato. E il Comune di Lamezia non fa niente. Eravamo convinti che dopo la riapertura a seguito dell'emergenza coronavirus le cose potessero cambiare e migliorare, invece il degrado è sotto gli occhi di tutti. Una vergogna inaudita". La voce dei commercianti ambulanti si sente forte e, a il Lametino.it, in molti sentono la "necessità" di denunciare un degrado che fa davvero specie nel 2020 in una zona frequentatissima soprattutto al mercoledì. Alle dichiarazioni iniziali del signor Mario, seguono quelle di Oscar che ci guida in una delle due aree destinate ai bagni pubblici.

"Ecco - indica - questo è lo stato. C'è il concreto rischio che ci si può "beccare" qualche infezione. Una trascuratezza mai vista. Oltre ai bagni, segnalo erba dappertutto, cestini stracolmi di rifiuti. Un'area così importante viene trascurata e abbandonata. C'è una targa che indica i soldi spesi, oltre un milione di euro, per la realizzazione dell'area. E vederla ridotta così fa davvero pena. Ecco come si sprecano fondi pubblici, se poi non c'è la possibilità di utilizzare a pieno tutti i servizi previsti". Alcune signore stigmatizzano proprio l'impossibilità di fruire dei bagni sia per loro e spesso anche per i figli che si portano dietro per fare un giro all'interno dell'area; insieme a tanti anziani che visitano il mercatino.

"Se c'è urgenza fisiologica - sottolinea la signora Concetta - non sappiamo proprio dove andare, né un adulto e né tanto meno un bambino o un anziano. Non voglio esagerare ma questa situazione vuol dire anche una mancanza di rispetto verso i lametini che pagano le tasse e che frequentano il mercato. Io non so se negli altri mercatini è così, ma il Comune dovrebbe rendersi conto. Possibile che stanno lì seduti sulle loro poltrone e non vedono in che condizione è questo schifo che si vede qua? Ma che ci stanno a fare?". A girare per l'area mercatale di via Misiani, intitolata al compianto Gianni Lucchino, già assessore comunale, si percepisce insofferenza mista a rassegnazione. Ci si affida - sottolineano in tanti - all'interesse del cronista per far emergere e portare a conoscenza delle istituzioni un caso emblematico di come il decoro urbano in questo periodo è palesemente trascurato. Se da un lato è giusto stigmatizzare l'inciviltà di chi deprezia i servizi pubblici, è altrettanto deplorevole che un Ente preposto a vigilare e salvaguardare il patrimonio cittadino lasci per anni un luogo pubblico abbandonato a se stesso. Vale la pena ricordare che la stessa area, quando non si svolge il mercato, è ritrovo di giovani e adulti. Un punto d'incontro come i tanti parchi cittadini dove purtroppo regnano degrado e incuria.
A.C.



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