
Lamezia Terme - La chiusura dell'ambulatorio di Ginecologia all'interno dell'ospedale Giovanni Paolo II è solo l'ultima tappa di un percorso di spoliazione che ormai da tempo segna il destino dell'offerta sanitaria del lametino. Il blocco di Ginecologia, infatti, si aggiunge a quello già consumato nei mesi scorsi di Medicina interna e Cardiologia. E così rischia di esplodere uno dei nosocomi più intasati della provincia, deputato a rispondere alla domanda di salute di un bacino di circa 130mila persone e di un territorio di 20 Comuni oltre Lamezia, ovvero Carlopoli, Conflenti, Cortale, Curinga, Decollatura, Falerna, Feroleto Antico, Gizzeria, Jacurso, Maida, Martirano, Martirano Lombardo, Motta Santa Lucia, Nocera Terinese, Pianopoli, Platania, San Mango d’Aquino, San Pietro a Maida, Serrastretta e Soveria Mannelli.
Al momento, il problema principale - oltre a cronici problemi logistici - è legato alla carenza di personale. Un problema non di poco conto, soprattutto perché non si intravede una soluzione all'orizzonte dal momento che non solo la sanità è commissariata ma soprattutto l'Asp di Catanzaro - da cui dipende il "Giovanni Paolo II" - è in condizioni di grave fragilità economica, tali da spingere i commissari a chiedere il riconoscimento del dissesto finanziario. Uno status che bloccherebbe ogni possibile incremento di organico. Incremento che pure era stato assicurato allo spoke lametino. Sono, infatti, 39 le figure specialistiche al momento carenti all'interno dell'ospedale: 3 cardiologi, 2 chirurghi, 2 ginecologi, 2 ortopedici, 2 pneumologi, 2 radiologi, 2 oncologi, 2 psichiatri, 3 neurologi, 7 fisiatri, 1 anatomo-patologo, 3 dirigenti di laboratorio e centro trasfusionale e 6 medici di Pronto Soccorso. A queste figure, poi, andrebbero aggiunte quelle di primario. Insomma, un "buco" nell'organizzazione delle risorse umane di importanti dimensioni e che al momento non potrà essere coperto, salvo sorprese dell'ultima ora. Intanto, resta confermato l'appuntamento di lunedì sia con la protesta davanti all'ospedale che con l'incontro promosso dall'amministrazione comunale proprio per trovare rimedi all'emergenza sanitaria scoppiata in ultimo con il caso dell'ambulatorio di Ginecologia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA