
Lamezia Terme - È stato presentato nella sede della mensa della Caritas l’annuale rapporto della Caritas Diocesana lametina. A dare la sua riflessione e a spiegare i dati del rapporto dei centri Caritas di ascolto diocesani inerenti il 2014 è stato padre Valerio di Trapani: “Il mio desiderio è che questa importante opera svolta dalla Caritas cresca e si sviluppi sempre di più ed evidenzi l’opera di una chiesa che da’ una mano concreta ai poveri del territorio. I nostri sforzi - continua - sono quelli di incidere sulle condizioni di povertà delle persone, ‘lottare’ affinché queste condizioni di disagio si attenuino e progressivamente finiscano, stare accanto a loro concretamente; bisogna - chiarisce padre Valerio - avere coscienza della realtà delle cose”. Don Valerio parla dei tre centri, il ‘Centro di ascolto’, del ‘Centro culturale Insieme’ e del centro di S. Eufemia ‘Le querce di Mamre’.
La prima è una struttura di ascolto, e orientamento e da una prima risposta alle famiglie bisognose di aiuto; il centro insieme si orienta soprattutto verso le persone immigrate e gli italiani di etnia rom, con progetti di inclusione sociale, di alfabetizzazione e istruzione; infine il centro Mamre, che quest’anno ha ospitato 137 persone, si occupa di persone senza dimora e immigrati, giovani e adolescenti, anziani. La Caritas diocesana lametina, sempre in base al rapporto, ha aiutato, nel 2014 876 persone e ne ha ascoltato 421. I problemi e le richieste hanno principalmente riguardato bisogni di integrazione, di occupazione ed economici e nel 2014 i pasti serviti sono stati 31855, sono state aiutate 130 famiglie, sono state date 5 borse lavoro per avviare al lavoro e integrare e sono stati eseguiti diversi interventi di sostegno al reddito per affitti e utenze.
Anche don Giacomo Panizza spiega come oggi, nel 2014, sia cambiato ed aumentato il volto della povertà in Italia. Infatti dice: “Se prima della crisi del 2007 il 4% delle persone era povero, ora a esserlo è il 10% ed è cambiata la fascia di età, se prima la povertà riguardava gli anziani ora riguarda sia anziani sia giovani, e si è estesa dalla sola Italia meridionale sino anche all’Italia settentrionale, tocca anche chi ha un lavoro in busta paga e riguarda anche chi ha due figli minori (prima non toccava chi aveva un lavoro e i figli erano tre). In conclusione dal 2007 al 2013 il numero le persone che vivono in condizioni di povertà assoluta, con tanti poveri vulnerabili, è più che raddoppiato, arrivando a 6 milioni e 200.000. Sempre in base ai dati forniti dal rapporto Caritas Italiana, Flash Report su povertà ed esclusione sociale don Giacomo continua a dare dati politico-economici e afferma che: “La povertà non è una fatalità; le istituzioni devono stare, aiutare i poveri”. “Le Caritas affrontano il disagio economico e sociale con diverse iniziative eseguendo diversi interventi e servizi sociali necessari. Queste attività sono da considerare come un welfare di investimento che può richiedere tempi medio-lunghi e deve essere rigenerativo, con precisi punti guida, quali: raccogliere, redistribuire, rigenerare, rendere, responsabilizzare. E quello che vogliamo dire al Ministro del lavoro Poletti è che serve un piano concreto contro la povertà”.
A concludere è don Claudio che afferma come: “Nessuno vuole vedere persone in difficoltà, infatti, noi possediamo una cosa molto bella - dice - questa cosa è la generosità. Per me godersi la vita significa fare qualcosa per gli altri, fare attenzione agli sprechi che sono tanti nella nostra città. Tanti possono fare tanto per i poveri, le risorse sono le stesse, ma il numero dei poveri aumenta sempre di più, importante è dunque avere il contributo di tutta la città e delle aziende come i panifici” Don Valerio e Don Claudio infine spiegano che per la giornata della vigilia di Natale i cuochi lametini e la mensa della Caritas offriranno dei pasti sia per il pranzo (i cuochi) e sia per la cena (la Caritas). Infine il sindaco Gianni Speranza, presente all’incontro, dice che darà il suo contributo per lo sviluppo dell’opera della Caritas.
Francesco Ielà
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