
Lamezia Terme - Un 2 giugno di riflessione, quello celebrato oggi a Lamezia, per la Festa del settantesimo anniversario dall’istituzione della Repubblica, con la tradizionale posa di corone d’alloro ai monumenti dei Caduti di Nicastro, S. Eufemia e Sambiase alla presenza delle autorità civili, religiose e militari. A introdurre, in piazza Diaz, il discorso del rappresentante dell’associazione nazionale famiglie caduti in guerra, Colloca, che sottolinea come “nessuno muore davvero finché ne viene conservato il ricordo”. Sull’importanza di mantenere la pace conquistata il discorso del vescovo Cantafora che, in un mondo in cui “con la bocca si parla di libertà e con le mani si preparano le armi” ha invitato tutti a condurre “una vita più sobria, contro la legge del più forte”.
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Di grande impatto sociale l’intervento del Sindaco: “Dobbiamo chiederci – dice Mascaro – a 70 anni di distanza, se quei caduti che oggi ricordiamo si riconoscano in questa Repubblica: la classe politica ha in larga parte tradito i valori di quella conquista nata dal sacrificio di tanti Italiani. A chi amministra può essere consentito di sbagliare ma non di rubare, o di utilizzare la sua attività per crearsi o creare carriere politiche e avvalersi di privilegi. In questo senso la carta Costituzionale è tradita”. Un riferimento anche alle inutili esitazioni dell’Italia e dell’Europa rispetto all’accoglienza di quanti fuggono dalla guerra e ai dubbi sul referendum costituzionale. “Se tocchiamo la Costituzione dobbiamo farlo solo in favore del popolo” dice Mascaro che invita ad “evitare che la voglia di cambiamento diventi solo sostituzione dei privilegi propri a quelli che ora altri stanno sfruttando”.
Giulia De Sensi




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