
Lamezia Terme - Una celebrazione sobria e raccolta quella che ha visto unita la comunità parrocchiale di Santa Maria degli Angeli per il commiato di frate Bruno Macrì, Superiore del convento dei Cappuccini del Santuario di Sant’Antonio che, insieme ai confratelli frate Antonio Fava e frate Luca Falcone, sarà traferito, dopo sei anni di servizio a Lamezia, presso una nuova destinazione ancora non nota, dove continuerà a svolgere il proprio apostolato all’interno dell’Ordine Serafico.
In un clima decisamente familiare, i rappresentanti dei vari gruppi afferenti alla comunità e anche due rappresentanti delle istituzioni cittadine, ovvero il sindaco Paolo Mascaro e l’assessore Gianfranco Luzzo, hanno ascoltato una breve e sentita omelia in cui padre Macrì ha esaltato il dono prezioso dell’intimità con il Signore, “tesoro nascosto” che si rivela ai piccoli, ad opera di “un Dio che si fa mendicante del nostro amore, non perché abbia bisogno di noi, ma per portare a compimento ciò per cui siamo stati creati”.
La messa, animata dal “Coro Frate Sole” diretto dal Maestro Sara Saladino, è stata concelebrata, insieme ai frati del convento, da frà Umile dei Missionari della Via e dal rettore del Santuario di Dipodi don Antonio Astorino, e si è conclusa con un piccolo discorso di commiato, in cui il Superiore, facendosi portavoce dei confratelli, ha reso grazie a Dio “per la ricchezza dei suoi doni, per quanto siamo stati edificati dalla comunità e per la cura e la bontà che il Signore ci usa ogni giorno, poiché dall’esperienza delle nostre fragilità si capisce la gratuità del suo amore”. Poi un pensiero all’esperienza di comunione vissuta con i fratelli conosciuti in questa tappa del suo cammino, comunione “che la fede e la Grazia portano a compimento e perfezionano”, e che “è stata vissuta con tutti i gruppi, che ringrazio per la benevolenza con la quale ci accompagnate: siamo chiamati a crescere perché la benevolenza sia pane quotidiano, perché affiorino i sentimenti più veri, e possiamo scoprire la bellezza delle Beatitudini e la fortezza nei momenti di difficoltà”.
Giulia De Sensi
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