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Lamezia Terme - Anche sui lametini pesa il "fattore Omega", ovvero - secondo quanto fa sapere Rossella Cerra - "una tassa applicata ai comuni in predissesto e alle aziende in difficoltà di pagamento che penalizza paradossalmente le regioni che producono molta più energia di quella che consumano e che immetteno il resto nel circuito nazionale, senza averne dunque alcun vantaggio. È un parametro che si applica quando si entra in “regime di salvaguardia”, così detto perché non possono staccare la spina ai comuni ed alle aziende, ma fanno pagare più care le bollette".

"La Calabria - afferma Cerra - è la regione che paga il più alto fattore omega, il quale per il biennio 2018/19 era di 84,79 euro al MWh, mentre è “sceso” a 51€/MWh nel biennio 2019/20. Per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ad esempio le tre regioni che hanno chiesto l’autonomia differenziata, il fattore Omega è il più basso, “sceso” a 13,98€/MWh per la Lombardia e a 12,39 per le altre due. I valori più alti sono comunque nel Sud Italia, con la Sicilia al secondo posto con un omega di 39,96 €/MWh. Calabria e Sicilia attualmente sono le uniche regioni ad essere gestite dall’Enel".

Per meglio intendere, Cerra aggiunge: "Un comune calabrese in predissesto, per il solo fatto di essere in Calabria paga una tassa il quadruplo di quella che pagherebbe un comune nelle stesse condizioni in Lombardia, in Emilia o in Veneto! Le tre regioni in questione hanno però un deficit energetico, ossia producono meno energia del loro fabbisogno. Ed ecco anche la beffa. Secondo i dati più aggiornati al 2018 dell’Enea: “Le regioni con maggiori surplus di produzione totale di energia elettrica rispetto alla richiesta sono: Puglia (+12,8 TWh) e Calabria (+11,5 TWh). Mentre quelle con maggiori deficit sono: Lombardia (-24,1 TWh), Veneto (-16,2 TWh), Campania (-7,7 TWh) ed Emilia Romagna (-6,8 TWh)”. Produciamo di più e paghiamo di più!".

"La denuncia di questa stortura era già stata fatta nel 2014 dal sindaco di Amendolara (CS) - spiega ancora Cerra -ma da allora poco è cambiato e non è stata fatta assolutamente chiarezza su questa vicenda. Anzi l’applicazione del fattore omega potrebbe coinvolgere anche tutti gli utenti che entro il mese di luglio 2020 non saranno passati al mercato libero. Ci potremmo trovare quindi in molti tra utenti, comuni ed aziende in sistema di salvaguardia”. "Ad esempio il comune di Lamezia Terme ultimamente è stato in regime di salvaguardia per tre mesi nel 2018 e tre mesi nel 2019. Quindi su una bolletta comunale mensile in media di 160 mila euro, la penale pagata sarebbe stata molto elevata. Se la sovrattassa è del 30% in più sarebbero stati pagati 48.000 euro per ogni mese! E per poterla pagare i comuni sono costretti ad aumentare a loro volta i tributi ai cittadini! Ma c’è chi lamenta che la tassa è del 40 o 50% in più! Basta poco per passare in “salvaguardia”. Può essere anche una dimenticanza, una disattenzione, scarsità di personale o mancanza di fondi, e scatta la superbolletta".

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