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Lamezia Terme – Una delegazione di circa cinquanta rom, questa mattina, si è recata al Comune in segno di protesta: proprio con loro il sindaco Paolo Mascaro ha avuto un colloquio, invitandoli ad un tavolo di concerto e ribadendo che “al mio impegno deve corrispondere anche il vostro”. Diverse le problematiche prospettate dai cittadini di etnia rom (c’erano alcuni residenti del campo ma anche chi non lo è più ma ha comunque familiari o parenti che risiedono ancora lì): “un positivo colloquio”, così ha dichiarato il primo cittadino che si è confrontato con la delegazione e con la quale ha programmato degli incontri ogni 15, 20 giorni. Il prossimo si terrà già martedì mattina in maniera tale da confrontarsi sulle criticità immediate “che cercheremo di risolvere, anche alla luce di un progressivo smantellamento del campo”.

Si è parlato delle problematiche urgenti, come quello dell’assenza di acqua e sul punto il Sindaco li ha rassicurati promettendo loro di mandare sul posto i tecnici per verificare se vi siano rotture. Ma si è parlato, soprattutto della questione roghi, che ha fatto innalzare la protesta sia sul web che in strada: i cittadini rom hanno assicurato che non ci saranno più episodi del genere. I roghi sono legati indissolubilmente alla problematica dei rifiuti.

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All’entrata del campo rom, infatti, lungo il viale di ingresso, c’è un vero e proprio cimitero di pneumatici e auto abbandonate, rifiuti speciali e spazzatura. Ed è tutto questo quello che va a fuoco e viene respirato dai rom e dalla gran parte della popolazione quando questi fumi si innalzano da Scordovillo. Per ovviare alla situazione, il sindaco Mascaro ha già avviato la procedura con una ditta per la selezione dei rifiuti e il loro successivo smaltimento. Ma questo passaggio, come ha ribadito il primo cittadino, deve avere anche un successivo step. “C’è un vero e proprio mercato di rifiuti” ha spiegato Mascaro: “tutti quei rifiuti –ha aggiunto – non possono essere prodotti solo dal campo rom ma vuol dire che arrivano anche da altre parti della città”. Per questo, proprio nello spirito di collaborazione instaurato con la delegazione, il Sindaco ha chiesto che fossero loro le prime “sentinelle per evitare che qualcuno per venti euro possa smaltire così copertoni o rifiuti speciali da aziende”. “Questo non deve più accadere” ha poi ribadito perché “quando ci sono i roghi, tutta la città è penalizzata e a rischio salute, ma il primo rischio lo vivono proprio i loro figli che diventano i primi destinatari e vittime di quella nube tossica. Quindi cerchiamo una soluzione che sia positiva per tutti”.

Il campo rom di Scordovillo è lì ormai da tre decadi e sono state diverse le soluzioni prospettate nel corso degli anni dalle varie Amministrazioni. La misura però è colma e si evidenziano problematiche che riguardano tutta la cittadinanza lametina ma anche la salute dei cittadini rom che vivono all’interno del campo in condizioni disagiate. “Abbiamo fatto la manifestazione di interesse per ottenere alcuni immobili confiscati e ce ne sono alcuni che hanno come destinazione d’uso proprio quella dell’emergenza abitativa”. “Auspico, poi – ha continuato - che andrà avanti con celerità il protocollo di intesa per l’edilizia residenziale pubblica per controllare quanti siano abitati”. 

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