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Lamezia Terme – “Ormai è una notizia, siamo la regione dei dimissionari! Questa mattina aprire i giornali ha rappresentato l’ennesimo colpo sia al cuore che alla dignità dei calabresi. Le notizie sulle inefficienze della sanità si susseguono incessantemente e sembra sempre che si sia toccato il fondo salvo poi capire che il fondo non lo si è ancora raggiunto”. Così, in una nota, l’avvocato Lucia Alessandra Cittadino, delegata nazionale Adusbef. “È ormai cronaca – aggiunge - che a nemmeno otto mesi dalla nomina lo scorso luglio si sia dimesso ‘per ragioni personali’ il subcommissario ad acta per la sanità calabrese Thomas Schael. Ad agosto si è dimessa il direttore generale facente funzione dell’Asp di Catanzaro, dottoressa Amalia De Luca. Il 13 settembre, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, è stato deliberato lo scioglimento per diciotto mesi dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro con la promessa che tutta l’azione amministrativa sarebbe stata riportata alla legalità. Nonostante le belle intenzioni apprendiamo proprio due giorni fa, con grande sconcerto, delle dimissioni per motivi familiari di uno dei commissari nominati all’interno dell’Asp di Catanzaro a seguito del predetto commissariamento”.

Cittadino fa notare che “parliamo di figure autorevoli che prima di accettare incarichi di questa importanza dovrebbero valutare adeguatamente la sussistenza di eventuali “motivi familiari” che possano precludere la prosecuzione dell’impegno assunto. Parliamo di ruoli che dovrebbero garantire livelli essenziali di assistenza che in Calabria non vengono garantiti, tutelare i tanti bimbi disabili, occuparsi di tutti coloro che necessitano di cure, in altre parole garantire il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione. Siccome però non c’è mai limite all’immaginazione sulle prime pagine dei giornali si legge che arriveranno i “babysitter” mandati da Zaia a supportare la sanità calabrese beneficiando di un contributo di 200mila euro che sarà destinato direttamente all’Azienda Ospedaliera di Padova”.

Per la delegata nazionale Adusbef, quindi, “appare evidente che la sanità calabrese stia scontando la totale inadeguatezza della politica e delle istituzioni cui dovrà seguire senza nessun indugio uno scatto di orgoglio dei tanti calabresi onesti che pagano le tasse e che devono assistere inermi allo sperpero di soldi pubblici senza ricevere quello che la Costituzione gli garantisce, il diritto alla Salute”. Cittadino conclude con “un appello a tutti i potenziali “nominandi” in ruoli apicali della sanità calabrese, prima di assumere incarichi così delicati, verificate prima gli “impegni di famiglia” perché non state andando a svolgere la carica di rappresentante della classe dei vostri figli, con tutto il rispetto per il ruolo che mi fregio di aver ricoperto, ma state andando ad occuparvi della salute e quindi della dignità di tutti i calabresi”.

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