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Lamezia Terme - Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime vivo apprezzamento per la II Giornata Diocesana insieme alle persone con disabilità, promossa il 27 giugno dalla Diocesi di Lamezia Terme sul tema "La comunità che sostiene: famiglie e territorio per una inclusione autentica". L'iniziativa, commentano dal coordinamento: “ha rappresentato un significativo momento di dialogo tra istituzioni, comunità ecclesiale, scuola, associazioni e famiglie, confermando che la promozione dei diritti delle persone con disabilità costituisce una responsabilità condivisa e una delle principali sfide educative del nostro tempo”.

E, raccontano: ad aprire l'incontro sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, e dell'assessore alle Politiche Sociali, Domenico Gianturco, che hanno richiamato l'importanza di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, servizi, Terzo Settore e cittadinanza per costruire una rete territoriale sempre più capace di sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie. Di particolare intensità è stata la testimonianza di Oceania Sirianni, che, accompagnata sul palco dal marito Franco e dai figli Manuel e Daniel, ha condiviso il percorso umano della propria famiglia. Manuel, autore del libro Il bambino irraggiungibile. Storia di un ragazzo autistico non verbale, ma pensante, ha trovato nella scrittura, attraverso la comunicazione facilitata, il mezzo per raccontare il proprio mondo interiore; Daniel, invece, ha espresso le proprie straordinarie potenzialità attraverso la musica e le capacità logico-matematiche. Un racconto che ha emozionato il pubblico e che ha ricordato come il primo passo verso una società inclusiva sia riconoscere la persona prima della sua condizione, valorizzandone talenti, aspirazioni e diritto a costruire il proprio progetto di vita.

Nel corso dei lavori è intervenuto il prof. Romano Pesavento, Presidente nazionale del Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che ha proposto una riflessione sul passaggio dalla cultura dell'inclusione alla cultura dell'accessibilità educativa. Ripercorrendo l'evoluzione della scuola italiana, dalla legge n. 517 del 1977 fino ai più recenti sviluppi normativi, ha evidenziato come oggi la vera sfida non sia soltanto garantire l'inclusione, ma progettare ambienti educativi, metodologie e strumenti realmente accessibili, capaci di consentire a ogni studente di partecipare pienamente alla vita scolastica. L'inclusione, ha sottolineato, rappresenta la traduzione concreta dei principi costituzionali e dei diritti umani e richiede una corresponsabilità educativa che coinvolga scuola, famiglie, istituzioni e comunità. In tale prospettiva, il CNDDU ha rilanciato la proposta di avviare una riflessione istituzionale sulla figura del docente specializzato, valorizzandone il ruolo quale promotore dell'accessibilità educativa e dell'innovazione inclusiva, in linea con l'evoluzione pedagogica della scuola italiana e con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

La dott.ssa Emanuela Cristiano, referente diocesana per la catechesi delle persone con disabilità, ha posto al centro del proprio intervento il concetto di progetto di vita, ricordando che prima della disabilità vi è sempre la persona, con la sua dignità, le sue capacità e il diritto di partecipare pienamente alla vita della comunità. Ha inoltre evidenziato come la catechesi inclusiva rappresenti una dimensione ordinaria della vita ecclesiale, chiamata ad accogliere ogni persona senza distinzione e a superare ogni forma di barriera culturale.

Nelle conclusioni, il Vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, ha rilanciato il valore di una Chiesa che «ascolta prima di rispondere» e che costruisce relazioni di prossimità. In tale occasione ha annunciato l'apertura, nel prossimo mese di ottobre, di un Punto di ascolto e prossimità dedicato alle persone con disabilità e alle loro famiglie, uno spazio pensato per mettere in rete parrocchie, associazioni, istituzioni e volontariato, favorendo ascolto, orientamento e accompagnamento.

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani considera l'iniziativa promossa dalla Diocesi di Lamezia Terme un modello virtuoso di comunità educante, capace di trasformare il dialogo tra scuola, Chiesa, istituzioni e società civile in un'autentica alleanza per i diritti umani. La piena inclusione non si realizza soltanto attraverso servizi adeguati, ma mediante una cultura dell'accessibilità che riconosca ogni persona come risorsa per la collettività e renda effettivi i principi di uguaglianza e dignità sanciti dalla Costituzione italiana. Per il CNDDU, educare ai diritti umani significa costruire comunità capaci di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e la partecipazione delle persone. Solo così l'inclusione cessa di essere un obiettivo dichiarato e diventa una concreta esperienza di cittadinanza, nella quale nessuno rimane ai margini. Conclude la nota a firma della professoressa Debora Cavarretta CNDDU.

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