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Lamezia Terme, 26 novembre – Ricordate la nostra inchiesta de Il Lametino 147 del giugno scorso? Si parlava di collinette "sospette" nella pianura dell'ex Sir. Ebbene, la Procura di Lamezia, nella persona del procuratore capo Salvatore Vitello, assieme al Pm Luigi Mafia ha avviato un'indagine che è sfociata in un sequestro di ben 15.000 mq di terreno e che vede sei persone, ed altrettante società, le quali sarebbero responsabili a vario titolo per "discarica non autorizzata di rifiuti speciali industriali, accumuli di fanghi di depurazione senza la prevista autorizzazione e interramento di cumuli di lana di vetro senza rispettare i criteri tecnico progettuali, che arrecano rischio per le matrici ambientali interesste: suolo, sottosuolo e falde acquifere".

I sigilli sono scattati l'altro ieri nella zona tra la Pineta, vicino al pontile, il depuratore e il sito di stoccaggio e trattamento rifiuti; ad apporli, sei militari del Servizio Operativo della Guardia Costiera di Vibo Valentia Marina, diretti dal capitano di fregata Luigi Piccioli, congiuntamente a militari della Delegazione di Spiaggia di Gizzeria Lido su ordine della Procura lametina. Le cinque aree sequestrate, che ammontano ad una superficie di circa 15.000 mq, sono state tutte recintate con nastro bicolore e cartelli monitori recanti la dicitura "Area sottoposta a sequestro probatorio" e, successivamente, date in custodia al Consorzio per lo Sviluppo Industriale per la Provincia di Catanzaro. Il sequestro, con indagini ancora in corso, è scattato per "evitare eventuali modifiche dello stato dei luoghi e al fine di poter pianificare ulteriori indagini esplorative ed analitiche, mediante ditte specializzate nella rimozione e bonifica di rifiuti, in considerazione della possibile pericolosità del materiale abbancato nel sottosuolo e in superficie".

Le indagini, scattate a fine agosto, hanno visti impegnati gli uomini della Guardia Costiera congiuntamente a tecnici dell'ARPACAL del Servizio Tematico Suolo, Rifiuti e Radiometrico di Catanzaro, e personale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro, i quali hanno proceduto a ispezionare tutti i luoghi con appositi sondaggi finalizzati al prelievo di parti di terreno dell'area ex S.I.R.

Dalla relazione tecnica dell'Arpacal sono emerse: "delle carenze costruttive rilevate sia negli atti progettuali che sulle opere realizzate, sulle aree dove sono state interrati rifiuti speciali industriali quali la lana di vetro", "accumili di rifiuti di vario genere tra cui fibre di cemento (eternit)", "uno stoccaggio abusivo di fanghi derivanti dalla depurazione senza la prevista autorizzazione", "un vasto accumulo con la realizzazione di collinette di lana di vetro".

Gli atti del procedimento penale sono seguiti dal Pubblico Ministero Luigi Mafia della Procura della Repubblica di Lamezia, che coordina le investigazioni in corso. Il Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, Capitano di Fregata Luigi Piccioli, al termine dell'operazione tiene ad evidenziare "l'impegno degli uomini e donne della Guardia Costiera per i reati in materia ambientale, sul litorale della Provincia di Catanzaro, è sempre puntuale e scrupoloso anche in forza delle specifiche competenze che il "Testo unico in materia ambientale" assegna al personale del Corpo delle Capitanerie di Porto".

Di seguito pubblichiamo il link della nostra inchiesta dello scorso giugno ed apparsa su Il Lametino 147: http://www.lametino.it/Lamezia/area-ex-sir-tra-incuria-e-silenzi.html

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