
Lamezia Terme – Arriva dai rappresentanti di alcuni comitati lametini, come Giuseppe Gigliotti di Italia Nostra, Marinaro del Comitato Liberi Cittadini di Lamezia, Giusy Puzzonia del Comitato L'acqua come diritto inalienabile e Veronica Tomaselli del Comitato Lamezia Maltrattata, l’esortazione a trattare la problematica del servizio idrico, “con meno sufficienza” e, piuttosto, considerare l’acqua come un bene prezioso da trattare con serietà. E, in una nota, evidenziano le criticità e le problematiche. “Anche sulla questione acqua Lamezia sembra vivere sempre in emergenza, vedi l'ennesima interruzione dell'erogazione dell'acqua verificatasi. Il nostro è sicuramente il Comune delle grandi contraddizioni. Pur essendo il più ricco d'Italia tanto da poter esportarne soffre la penuria d'acqua. Come si può pensare di ridurre e interrompere la fornitura dell’acqua potabile ai cittadini e alle famiglie di Lamezia Terme senza preavviso? I disagi sono facilmente immaginabili tano più per i malati egli anziani, le persone sole, le attività commerciali. Purtroppo, un fatto che si ripete con troppa frequenza. Agli abitanti di Lamezia Terme il diritto alla regolare e continua fornitura dell’acqua potabile è praticamente negato in tutte le stagioni dell’anno. Il fatto davvero grave e inconcepibile è che il diritto fondamentale alla fornitura di acqua viene negato, non per l’indisponibilità della stessa, ma per decisione di chi è preposto a garantire la continua erogazione di acqua potabile in ogni famiglia e attività commerciale, Come spiega bene il nostro amico geologo Pileggi, c’è di più: il diritto all’acqua è negato agli abitanti del comune che, all’interno dei suoi 162 chilometri quadrati di territorio, dispone più di cento sorgenti capaci di fornire quantità d’acqua sufficienti a soddisfare un città con il quadruplo degli attuali abitanti di Lamezia Terme. Solo quattro delle sorgenti presenti, Candiano, Sambuco, Cappellano e Risi, possono fornire ogni anno circa 20 miliardi di litri di acqua oligominerale. In pratica, la stessa quantità d’acqua che viene immessa nella rete del comune di Catanzaro per fornire ad ogni cittadino residente 617 litri al giorno di acqua potabile”.
“Pur vivendo nel comune più ricco di acqua d'Italia, - proseguono - per i cittadini di Lamezia Terme la quantità di acqua potabile teoricamente fornita è, invece, sempre meno della metà di quella fornita per ogni cittadino di Catanzaro e per ogni cittadino di Cosenza che è di ben 643 di litri al giorno. Sulle variazioni e sulle reali quantità d’acqua fornita giornalmente dalla So.Ri.Cal. ai vari comuni, com’è noto, non c’è adeguata trasparenza. Significativo in proposito è il caso di Lamezia Terme dove, dai pochi e contraddittori dati resi noti anche da “Italia Sicura” emerge una forte variazione della quantità d’acqua immessa nella rete comunale. Si pensi che il volume d’acqua fornita era di 13 milioni di metri cubi nel 2010. Dopo due anni, - aggiungono - nel 2012 la quantità si dimezza e viene indicata pari a 6, 631 milioni di metri cubi. Mentre nel 2015 viene quantificato in 9,8 milioni di metri cubi. Confermiamo tutte queste serie considerazioni del geologo Pileggi. Il problema della fornitura idrica non può continuare ad essere trattato con sufficienza. L'acqua è una ricchezza ed un patrimonio da tutelare valorizzare e soprattutto garantire. Non vogliamo ripetere le tante considerazioni espresse sulla tutela del più ampio patrimonio culturale storico artistico della nostra città. La risorsa acqua – concludono - va gestita in maniera seria perché l'acqua è vita e come tale va garantita a tutti e sempre. Non a sprazzi e bocconi”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA