
Lamezia Terme - Il comitato di quartiere pro-Sant'Eufemia denuncia per l'ennesima volta lo stato di abbandono che da anni travolge Sant'Eufemia. “Durante l'ultima campagna elettorale - spiegano in comunicato - i diversi esponenti dei partiti hanno gridato dal palco di piazza Italia che Sant'Eufemia è la porta della città e che non può rimanere in questo stato di degrado; purtroppo finita la campagna elettorale il quartiere ha continuato la sua scesa nell'abbandono totale. Gli abitanti di Sant'Eufemia sono letteralmente stanchi di sentirsi raccontare le solite promesse che nel tempo non hanno mai trovato nessuna concretizzazione. Tante volte si sono chiesti cosa facciamo? E la strada è stata sempre quella di istaurare un rispettoso e serio dialogo tra abitanti ed istituzioni, il risultato è stato sempre molto deludente. Abbiamo da ultimo chiesto di incontrare il Sindaco per ascoltare dalla sua voce cosa realmente sta pensando per valorizzare ‘la porta della città’. Tante richieste che scaturiscono dai diritti che ogni cittadino ha in forza del principio di partecipazione, ma nessuna risposta fattiva è mai pervenuta. Purtroppo, il quartiere vive in quest'ultimo periodo un vero e proprio disinteressamento da parte delle istituzioni e i segni sono: le poste ancora nei container, la chiesetta di San Francesco chiusa da due anni, la casa di accoglienza le Querce chiusa, casa Shalom chiusa, la delegazione comunale chiusa, incuria, prostituzione, alberi pericolanti, strade non illuminate e non asfaltate ecc... Da porta della città a vera periferia degradata!”.
Concludendo il comitato chiede che “le istituzioni non facciano più propaganda politica, ma si sforzino, insieme ai cittadini, di attuare tutte quelle forme per ristabilire un certo decoro pubblico e di ridare a questo quartiere la dignità che merita. Basta parole, ma fatti che riaccendono nei singoli cittadini la fiducia nelle istituzioni. A breve il comitato proporrà un ulteriore incontro di quartiere per decidere le modalità per far si che nessun diritto venga più calpestato”.
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