
Lamezia Terme - “Ha lasciato un vuoto nei colleghi e nei familiari per onorare al meglio il proprio impegno con un alto senso del dovere”. Sono le parole usate dal questore di Catanzaro, Mario Finocchiaro durante la cerimonia di commemorazione dell’agente di polizia, Paolo Diano del disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, svoltasi davanti al monumento in sua memoria all’ingresso del Municipio di Lamezia in via Perugini.


Una giornata di commozione per ricordare un agente giovane e dedito al lavoro. Prima delle parole del questore, la deposizione di una corona, le note del Silenzio e l’Eterno riposo scandito dall’assistente spirituale della questura, don Biagio Maimone davanti alla stele realizzata dall’artista Raffaele Mazza. Il questore Finocchiaro ha parlato di “eroi che ogni giorno escono da casa, salutano i familiari e capita che non facciano più ritorno. Una morte che non è isolata, per operatori che stanno sulla strada, investiti da automobilisti incuranti o ucciso dalla mafia”. Il questore ha ringraziato i familiari, la moglie Antonietta Folino, la figlia Paola e i nipotini. “Ringrazio i familiari - ha detto altresì Finocchiaro - che pur se sono passati 39 anni mantengono vivo il ricordo, come è vivo in tutti i colleghi. Grazie a Paolo Diano e a tutti i caduti delle forze dell’ordine”. Alla cerimonia erano presenti il dirigente del commissario lametino, Raffaele Pelliccia, i vertici locali di carabinieri, Guardia di finanza, Esercito e Polizia locale. Ai familiari il commosso saluto del sindaco, Paolo Mascaro. In via Perugini presenti anche la vedova Caligiuri, Ornella Spinoso e i fratelli, Walter e Paolo Aversa.
Paolo Diano perse la vita a soli 24 anni il 10 agosto del 1981 sulla tangenziale di Bologna, esattamente nei pressi dello svincolo di San Donato. Stava svolgendo il suo lavoro per la tutela della collettività, in un’attività mirata a prevenire la commissione di reati. Purtroppo, il destino crudele fece in modo di mettersi di traverso poiché veniva travolto da un autocarro riportando gravi ferite. Morì dopo tre settimane lasciando la moglie in attesa di una figlia. Di Paolo Diano rimane il grande impegno e l’abnegazione verso il suo lavoro, esempio di generosità e senso dello Stato e del dovere.
Antonio Cannone




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