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Lamezia Terme - Non si è interrotta neanche in tempo di Covid l’attività di formazione promossa dalla Camera Minorile di Lamezia Terme “Stefano Marasco” guidata dal Presidente Maria Di Terlizzi. “Tra gli eventi proposti vi è stato il webinar sull’istituto della curatela speciale che ha trattato l’argomento, ‘Il curatore speciale del minore nei giudizi innanzi al Tribunale Ordinario’. L’appuntamento - specificano dalla camera Minorile - è stato organizzato con il patrocinio di unione Nazionale Camere Minorili, Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, Associazione Italiana Magistrati Minori Famiglia”. Gli interventi dei relatori, “forti della ricercata preparazione -aggiungono - hanno per oltre due ore disquisito dell’argomento suscitando interesse fra i partecipanti, in questa occasione la camera minorile ha dimostrato forte sensibilità verso argomenti attuali e delicati quali la protezione dei minori e grazie all’apporto di alcuni componenti, tra cui gli avvocati Marzia Ioculano e Pasquale Barbuso, ha a regalato un momento di alta formazione. Ad essere ringraziato per il momento di formazione avvenuto nel corso degli anni è stato l’avvocato  Dina Marasco (Presidente al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lamezia Terme) “che  ha messo a disposizione della camera ogni apporto tecnico necessario per la realizzazione del webinar”.

Il dottor Nania ha tenuto una lectio magistralis “effettuando - scrivono ancora - un excursus sulle fonti internazionali e nazionali dell’Istituto, ponendo particolare attenzione alle ipotesi di conflitto di interessi tra il minore ed il rappresentante, ai casi in cui si rende necessaria la nomina di un curatore speciale, all’individuazione del soggetto e/o Autorità competente a richiedere la nomina, alle conseguenze alla omessa nomina del curatore. Esaustivo è stato il richiamo alla dottrina e alla giurisprudenza anche se il relatore ha concluso evidenziando lacune normative che necessitino di essere colmate stante la peculiarità dell’istituto trattato. Giuliana Martinelli co-responsabile del settore civile dell’Unione Nazionale delle Camere Minorili, ha richiamato la sentenza del Tribunale di Milano del 15.05.2014  la quale  ha aperto la strada alla nomina del curatore speciale anche nei giudizi innanzi al Tribunale ordinario, statuendo che il curatore speciale può essere designato anche d’ufficio quando appaia necessario che sia una terza persona a rappresentare il minore, per la temporanea inadeguatezza dei genitori a prendere di mira e salvaguardare l’interesse primario del figlio e per la situazione di insanabile contrasto tra gli stessi nella lettura della realtà dei fatti. In questo caso, sarà il curatore speciale ad assumere la rappresentanza del minore per tutti gli atti indicati dal giudice e, in particolare, avrà il compito di rappresentare il fanciullo anche nel processo pendente. Ha inoltre relazionato sullo scopo delle linee guida approvate nel mese di settembre dello scorso anno a Lamezia Terme le quali - in assenza di una normativa specifica o comunque della frammentarietà della stessa con non consente una prassi uniforme- intendono fornire uno strumento utile al curatore sul modo in cui approcciarsi all’atto della sua nomina. In particolare, si è soffermata sulla formazione specifica del curatore speciale nonché sulla valutazione del migliore interesse del minore da operare nell’espletamento del proprio mandato, nel rispetto dei diritti garantiti allo stesso dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. Sulla necessità di rapportarsi ad altri curatori ove nominati in altri procedimenti, nonché con le altre figure di riferimento”.

“Andrea Barbuto, Giudice Onorario preso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro ha, con dovizia di particolari e corredandola da slide, analizzato la sintonia relazionale tra il curatore speciale ed il minore, spiegando con studi di neuroscienze come si formano le connessioni, interazioni e i rapporti umani attraverso il riconoscimento del legame tra neurotrasmettitore e recettore specifico del cervello dell'adolescente in base all'età e all'esperienza con l'ambiente che può essere deviante o violento o con adulti devianti, sottolineando quindi la necessità di coerenza da parte degli adulti per evitare connessioni di squilibrio. Ha inoltre analizzato il fenomeno del pruning (potatura) o sfoltimento sinaptico che è il processo in cui vengono eliminate dal cervello le connessioni meno importanti o poco utilizzate, che avviene tra gli 11 e i 12 anni, mentre tra i 17 e i 20 matura la parte di cervello relativa al driver, la pulsione emotiva che determina la fase motivazionale e un bisogno indotto da fattori interni ed esterni, e al controller, zona del cervello del controllo volontario del comportamento e dei suoi effetti, ultima a raggiungere una completa maturazione. Ha quindi evidenziato come il curatore speciale, oltre ad avere le competenze giuridiche e psicosociali, deve avere capacità relazionali con il minore che lo pongano in empatia ed equilibrio interattivo. Ha concluso il magistrale intervento con una metaforica poesia di Gianni Rodari “Un signore maturo con un orecchio acerbo”.

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