
Lamezia Terme - In piena emergenza Coronavirus, con l'Italia tutta in "zona protetta" e con le abitudini quotidiane stravolte, il pensiero va a bambini e anziani. Loro, tra i soggetti più deboli e a rischio, quelli verso cui l'apprensione è maggiore, due generazioni tanto lontane quante accomunate da un momento storico comune. Lontani dai social e dalle lunghe discussioni sull’argomento sul web, abbiamo raccolto le impressioni di alcuni anziani e bambini del territorio. Tra i più grandi c’è chi ricorda i momenti difficili patiti durante la loro giovinezza: dalla guerra a varie epidemie come la spagnola. I bambini, invece, nella loro visione innocente danno la loro versione, seppur in maniera appuntabile e informata.
La parola ai bambini: “Ho paura perché anche i grandi hanno paura”
Trovare le parole giuste per spiegare ai più piccoli i problemi legati al coronavirus non è semplice, ma è essenziale che anche loro conoscano le regole di prevenzione. Abbiamo infatti constatato che anche i bambini sono ben informati: “non si va a scuola per colpa del Coronavirus” dicono in coro Antonio ed Elisa. Anche Alice, 4 anni, sa bene in cosa consiste questa malattia e conosce anche lei le regole per prevenirlo: “non si deve starnutire senza braccio e dobbiamo lavarci sempre le mani con tanto sapone”. Non nasconde però la felicità nel rimanere a casa e dormire fino a tardi. Lorenzo che ha 8 anni non ha paura del virus. Anche lui conosce le regole e sa che colpisce principalmente ammalati e anziani, per questo si dice preoccupato “per nonna Lina che ha già un cuore un po’ malato”. Luigi non nasconde che “ho paura perché vedo che i grandi hanno paura”, mentre Carlo racconta che insieme ai suoi compagni di scuola sono dell’idea che “è tutto troppo esagerato a scuola si potrebbe andare”.
Antonio, 4 anni, e il suo fratellino Luigi di 7 sono ben informati sull’emergenza Coronavirus e su come prevenire il contagio: “Ci laviamo sempre le manine - Luigi invece un pochino più grande descrive anche i sintomi - tosse, febbre e raffreddore e bisogna chiamare il numero verde. Può causare la morte solo a chi ha malattie e problemi di salute” e in coro ripetono “speriamo che possa presto sparire”. Mentre Giorgia spiega che “si trasmette toccando le mani degli altri e non bisogna dare i baci”. Per Angelo “il coronavirus è una cosa molto pericolosa, però non ho paura, anche se non ce la faccio più a rimanere in casa”.
La parola agli anziani: “Esco solo nel giardino di casa per godermi l'aria"
Gli anziani soprattutto over 70, che in queste settimane sono risultati essere quelli più colpiti, hanno bisogno di maggiori attenzioni specialmente se già soggetti a malattie croniche respiratorie e cardiologiche. E se tra le precauzioni ci sono il non uscire di casa ed evitare contatti sociali, c’è chi però di rimanere rinchiuso non ne vuole sapere “non vorrei rinunciare alla mia passeggiata, ma non posso uscire di casa” o chi al contrario colpito da quello che ogni giorno viene raccontato in tv precisa “preferiamo incaricare i nostri figli per le faccende fuori casa”. Da alcune delle testimonianze raccolte è emerso che gli anziani quando gli viene chiesto “cosa pensa del Coronavirus, ha paura?” riemergono i racconti della guerra o di altre epidemie intercorse negli anni. C’è chi ricorda persino il virus dell’Asiatica. Una pandemia influenzale di origine aviaria, che negli anni ‘60 fece circa due milioni di morti. “Erano tempi difficili - ricorda il signor Francesco -nonostante fossi molto debole per via dell’influenza, ero comunque il più giovane dei miei fratelli e con le poche forze rimaste dovevo andare a comprare qualcosa da mangiare per la famiglia ma non vedevo l’ora di rientrare a casa”. “A differenza di oggi - ha aggiunto - allora non esistevano i social. Avevamo pochissime informazioni, non c’era modo di confrontarsi su larga scala e quindi rimanevamo con le nostre angosce senza che nessuno potesse illuminarci su quanto stava accadendo”.
Teresa e Domenico vivono in una casetta in montagna e stanno affrontando la situazione con tranquillità: “ne abbiamo passate tante nella vita e sicuro passerà anche questa”, ricordano la miseria di quando erano bambini appena finita la guerra. Preferiscono però starsene in casa accanto al fuoco incaricando i figli per le commissioni fuori casa.
Nonna Brandina, ora 82enne ma era una bambina durante la Seconda guerra mondiale ricorda la fame nelle campagne dell’hinterland lametino e sul coronavirus con aria fatalista afferma: “Ho superato la Seconda guerra mondiale, il coronavirus non mi spaventa", in effetti dai suoi racconti di bambina, degli aerei tedeschi che sorvolavano le montagne e dalla difficoltà a reperire cibo, il Coronavirus non sembra essere per lei un problema. “Certo - ammette - ho tanti problemi di salute, e da quello che sento in tv le persone della mia età sono quelle che rischiano di più, ma non ho paura, quando ne ho la possibilità, durante giornate non particolarmente fredde, esco nel giardino di casa per godermi l'aria".
A.B.
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