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Lamezia Terme - Aumentano i disagi a Lamezia a causa del notevole afflusso di persone che si sottopongono a tampone e che non riescono però ad avere risposte sull'esito della processazione in tempi congrui che si processano presso l'azienda ospedaliera Pugliese- Ciaccio. Sono tantissime le segnalazioni che giungono in redazione. Giorni e giorni d'attesa, settimane, per conoscere l'esito. C'è chi denuncia che da giorno 4 novembre, come nel caso del signor Antonino P., data in cui ha fatto il tampone, ad oggi, non riesce ad avere nessuna notizia. E intanto, vive a casa con una bambina di 11 mesi e non sa se potrebbe essere positivo. Si dirà: se sei negativo non avrai nessuna comunicazione. D'Accordo, questo valeva fino a qualche tempo fa; oggi è "saltato" il sistema, a cominciare dalla tracciabilità per finire al fatto che un soggetto potrebbe essere positivo e contagiare altre persone, perché i tempi di processazione sono lunghi come ha confermato anche oggi l'Asp, nel chiedere al sindaco la chiusura di tutte le scuole rimaste aperte. Siamo di fronte, si legge, ad "un notevole ritardo nella lavorazione dei tamponi nasofaringei e, pertanto, nella trasmissione dei relativi referti. La situazione determina un ritardo nella costruzione dei casi positivi”.

Ecco, ritardo nel certificare la positività o meno. Situazione insostenibile per i cittadini lametini e calabresi. Attesa anche nel sottoporsi a tampone per chi ha avuto contatti con positivi. E ci sono poi casi ancora più gravi come quelli, e purtroppo non sono pochi, dei malati oncologici pure loro in attesa della processazione dei tamponi. Un momento sempre più difficile che certifica, se mai ce ne fosse bisogno, le carenze strutturali del sistema sanitario che in questa emergenza pandemica diventano ingovernabili.

A. C.

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