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Lamezia Terme - Un momento di comunità quello vissuto in occasione della presentazione del nuovo libro di Tonino Spena "Bella e la sua gente - volume III", una raccolta di ricordi antichi e immagini autentiche del suo amato quartiere d'origine. Come si legge in una nota, "una sala gremita ed entusiasta ha fatto da cornice, ieri sera, alla presentazione del terzo volume di "Bella e la sua gente", la nuova opera firmata dallo scrittore Tonino Spena. L'evento si è svolto nel salone "Don Azio Davoli" della parrocchia della Pietà, trasformato per l'occasione in un vivace punto d'incontro per la comunità. A dare il via alla serata sono stati i saluti istituzionali del parroco, don Emanuele Gigliotti, che ha accolto i presenti introducendo i temi dell'incontro. La discussione è poi entrata nel vivo grazie ai contributi dei relatori: lo scrittore Pasquale Allegro e il giornalista Giuseppe Zangari hanno offerto interessanti spunti di riflessione sul valore del testo. Un momento di particolare suggestione è stato regalato dalla voce recitante di Giancarlo Davoli, che ha interpretato con trasporto alcuni dei passaggi più significativi del libro. I lavori sono stati coordinati con maestria dalla giornalista Luisa Vaccaro, che ha moderato un dibattito ricco e articolato. Nel corso della serata si sono succeduti numerosi e qualificati interventi: la professoressa Valeria Petrone, lo scrittore e giornalista Antonio Chieffallo, lo scrittore Antonio Pagliuso, l'avvocato Giancarlo Nicotera e l'onorevole Francesco Talarico. Presenti in sala Eleonora Longo e Antonio Pujia della "Polyedra Edizioni", che hanno seguito lo scrittore Tonino Spena, in questo suo ultimo lavoro.

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In chiusura, l'autore ha voluto rivolgere un accorato messaggio ai presenti, riassumendo l'essenza stessa del suo lavoro: «Bisogna amare il proprio paese, le sue origini, la sua cultura, la sua storia, i suoi odori e sapori. Ma soprattutto la sua gente». Un richiamo all'identità e all'appartenenza che ha suggellato una serata all'insegna della cultura e della condivisione". Importante l'intervento critico sull'opera della professoressa Valeria Petrone: "​Salire verso il quartiere Bella non è soltanto un atto fisico, un vincere la gravità lungo una strada ripidissima.È il preambolo verticale a un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato per custodire la propria essenza. ​Il lavoro di Tonino Spena non è una semplice opera di archiviazione, ma un vero e proprio atto d'amore filosofico ed esistenziale. Bussare alle porte dei propri compaesani significa bussare al cuore della memoria collettiva. In quelle fotografie in bianco e nero, sbiadite e dai contorni quasi sfumati dal tempo, risiede una verità profonda: la nitidezza del dettaglio cede il passo all'ampiezza dell'emozione. Lì dove l'occhio fatica a distinguere i tratti, è il cuore che riconosce la vita.

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​Con una scrittura solo apparentemente semplice, priva di orpelli ma intrisa di una spontaneità autentica, Tonino compie un piccolo miracolo poetico. Bastano le sue parole - il racconto di una passeggiata al tramonto, la luce che taglia le pietre del quartiere, gli sguardi silenziosi custoditi sulle panchine della piazza dove gli anziani dialogano con l'eternità - per far cadere ogni distanza temporale. Basta chiudere gli occhi: le immagini prendono corpo, la voce del passato torna a farsi presenza, e ci si ritrova a camminare tra quelle strade come se la storia stesse accadendo ora, davanti ai nostri occhi. ​Philosophia, in fondo, è cura dell'origine. In un mondo che corre veloce e dimentica in fretta, la sensibilità di Tonino ci ricorda che il passato non è una terra straniera o un cassetto da chiudere con nostalgia, ma un valore vivo. Far rivivere la bellezza di ciò che è stato significa offrire ai giovani di oggi — e a quelli di domani — una bussola, una radice profonda senza la quale non si può spiegare alcuna ala verso il futuro. ​A Tonino Spena va la gratitudine di chi sa che le storie, se raccontate con il cuore, non muoiono mai: continuano a camminare tra noi, tra i vicoli di Bella, per sempre".

G.D.S.

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