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Lamezia Terme - “La confraternita del SS. Rosario è ancora vivente e operante, pertanto è ancora  proprietaria della Cappella ubicata nel Cimitero di Nicastro. Come ente morale ha un suo legale rappresentante, nella persona del Priore, che insieme alle altre figure previste dallo statuto, guida e amministra la Congrega e i suoi beni. La Confraternita ancora oggi opera sul territorio di Lamezia Terme. Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa, dunque, non spetta alla Curia presentare un progetto di riqualificazione della Chiesa come previsto dall’Ordinanza n.254 del 7 novembre 2014”. Così in una nota l’ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Lamezia Terme rettifica la notizia riportata nei giorni scorsi da alcune testate locali evidenziando che “la Curia non ha ricevuto alcuna diffida da parte del Comune di Lamezia Terme a presentare entro 60 giorni un progetto di riqualificazione della Cappella. Contrariamente a quanto riportato nello stesso testo dell’ordinanza, il legale rappresentante della Cappella della Congrega Maria SS. del Rosario non è la Curia Vescovile di Lamezia Terme”.
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La notizia da noi riportata ricalca quanto in realtà scritto nell’ordinanza n. 254 dello scorso 7 novembre in cui si legge, tra l’altro, come si “DIFFIDA il concessionario e/o gli eredi e/o gli aventi diritto della Cappella della Congrega Maria SS. Del Rosario, nella persona del legale rappresentante presso la Curia Vescovile di Lamezia Terme, a voler provvedere alla presentazione di un progetto, entro e non oltre 60 giorni dalla data di adozione del presente atto, previa la dimostrazione dei titoli legittimanti l'intervento e l'esecuzione dei lavori di manutenzione e ristrutturazione dell’ opera di che trattasi”.
Ricordiamo che la vicenda riguarda l’antica cappella nel cimitero di contrada Macchione che rientra nelle opere oggetto di ordinanza per il loro cattivo stato di conservazione e che, se entro 60 giorni dalla notifica non sarà presentato alcun progetto, gli eredi decadranno dalla titolarità e il Comune dovrà provvedere o alla riqualificazione o alla demolizione. In questo caso va da sé che comunque tale bene storico non sarà demolito ma, in qualsiasi caso, riqualificato. A prescindere dalle competenze, titolarità e e responsabilità di una Congrega che fa comunque capo alla Curia di Lamezia e, per questo motivo, nominata nell’ordinanza comunale.

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