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Lamezia Terme - Sabato 22 maggio, tramite la piattaforma “Google Meet”, gli alunni del Liceo “F Fiorentino”, guidati dagli insegnanti del Dipartimento di Scienze percorso di Biologia Curvatura biomedica, professori Teresa Colacino e Paolo Failla, hanno incontrato il professor Tullio Barni, Ordinario di Anatomia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Ad introdurre l’evento “dal neurone al pensiero”, il dirigente scolastico Nicolantonio Cutuli che ha ricordato come “il professor Tullio Barni, toscano d’origine ma calabrese d’adozione, in più di una circostanza si sia mostrato vicino alle iniziative del Liceo Fiorentino, incantando i giovani con la sua dialettica e la forza della sua ventennale esperienza”. Il dibattito, moderato dalla professoressa Giovanna Sollazzo, referente per l’Orientamento post diploma, ha suscitato la curiosità degli alunni coinvolti che, nonostante le difficoltà della modalità a distanza, hanno saputo prendere spunto dalle parole del professore, per formulare proprie riflessioni e interrogativi. Come spiegato dal professore Barni, “l’intelligenza del singolo non è data dalla grandezza anatomica del cervello, ma dalla relazione dei neuroni presenti in esso e dalla capacità di adattamento al mondo che ci circonda; sull’argomento, sono state, poi, formulate osservazioni sulla pandemia che ha colpito tutti in modo inaspettato”.

Veronica Morabito, alunna del liceo quadriennale, prendendo spunto dalle riflessioni nel libro del Barni “Il giorno e la notte. I ritmi dell’anima” osserva che “alcuni atteggiamenti dell’essere umano sono inutilmente dispendiosi a livello energetico e biologico”. Isotta Pierri, alunna del liceo quadriennale, alla luce di un periodo storico che continua a modificare non solo il nostro sistema immunitario, ma anche la nostra dimensione emotiva e percettiva della realtà vissuta, riflette con il professor Barni sul processo evolutivo dell’uomo “post covidiano”. Importanti considerazioni sono state fatte dal professore Barni anche in merito al mondo animale, sullo sfruttamento a cui essi sono sottoposti e sulla falsa credenza riguardo le loro scarse capacità intellettive. Interviene Rebecca Cristaudo, frequentante la classe IV C con curvatura biomedica, la quale condivide con il professore come “la pietà e la misericordia verso i deboli, verso chi soffre e si trova nel bisogno, possa riferirsi tanto agli uomini quanto agli animali”. La flessibilità del professore, nel confronto con gli allievi, ha caratterizzato l’incontro: oltre all’ambito medico, numerosi sono stati, infatti, gli accenni alla filosofia di Kant, di Cartesio, o ancora riferimenti alla letteratura, con i testi di De Waal, Boncinelli, Vallortigara. Si introduce, infine, nella discussione politematica, Carla Alessi, frequentante la classe IV A con curvatura biomedica; la stessa si confronta con il professore sulla corrispondenza   tra le neuroscienze e le tecniche di meditazione orientale (per esempio quelle relative al buddismo). Il professor Barni conclude il suo intervento sottolineando la valenza “farmacologica” della parola.

La conferenza, che rientra nel ciclo di incontri di Orientamento #NutriAMOlascelta, si è tradotta in un’ulteriore occasione di crescita e arricchimento per gli allievi del Fiorentino, continuando nel processo di costruzione del dialogo educativo tra il Liceo Fiorentino e la Scuola di Medicina dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. L’esperienza vissuta è stata per i ragazzi quasi un invito a guardare il mondo con la logica, osservandone le piccole cose, mettendo in funzione tutti i neuroni, per collegare più idee fra loro ed arrivare, infine, al pensiero.

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