
Lamezia Terme - "Una ricostruzione storica del percorso dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale nel 1978 fino alla legge De Lorenzo del 1992 e al processo irreversibile verso logiche di aziendalizzazione e privatizzazione della sanità, che ha colpito in maniera particolare i territori più fragili come la Calabria dove – dati Fondazione Gimbe - la mobilità sanitaria passiva di pazienti e professionisti sanitari genera un saldo negativo di circa 326 milioni di euro. Parte da questa analisi storico – politica il libro di Alberto Gigliotti “Uguaglianza e solidarietà – Ritorno ai principi del ‘78”, presentato nei giorni scorsi al Piccolo di Piazza Mazzini. Una tappa a Lamezia per il saggio del professionista lametino, ormai da diversi anni a Crema, fortemente voluta dal segretario cittadino del Partito Democratico Vittorio Paola, per il quale “in questo libro, si rimette al centro il tema della sanità come diritto per tutti, di fronte al quale nessuno può restare indietro. Alberto incarna un pensiero riformista che rimarca chiaramente la priorità della sanità pubblica insieme alla necessità pragmatica di dover fare i conti con un sistema privato che non deve competere con il pubblico ma è chiamato a collaborare”.
“Una pietra tombale sulla sanità”, per Amalia Bruni, l’avvio del processo di aziendalizzazione del sistema sanitario avviato dalla legge De Lorenzo del ’92 che “certamente affrontava il problema di numerose aziende in situazioni di deficit finanziario, ma metteva da parte una questione dirimente: la sanità non può essere considerata una merce, ma è un diritto di tutti. Da qui poi una china inarrestabile: il taglio del personale e l’impossibilità di espletare concorsi, il commissariamento in Calabria dal 2009 e la chiusura di tanti ospedali che magari erano ospedali cd. “fotocopia” ma sono gli stessi che ora stanno rinascendo sotto forma di case di comunità. Il nostro Paese spende solo il 6,2% del Pil in sanità, è il Paese che spende di meno in Europa, e la Calabria nonostante i drammatici disservizi e la continua diaspora di professionisti e pazienti verso il Nord, è la Regione dove si paga per la sanità il coefficiente Irpef più alto di tutte le regioni italiane. La politica non è stata in grado di capire che il sistema sanitario può creare benessere, può creare ricchezza”. Per l’ex consigliere regionale, “la ricostruzione di un sistema sanitario in questa terra richiederebbe una capacità di generosità straordinaria dalle altre Regioni per costruire quello che qui non c’è e nel rinunciare a una serie di vantaggi che attualmente hanno: una prospettiva veramente difficile se non impossibile in una società che ha ormai perso il senso della solidarietà. La sanità si può ricostruire se ce ne prendiamo una cura tutti, se diamo una mano tutti”.
Sui temi del terzo settore, è intervenuta la presidente della sezione cosentina dell’ Associazione Nazionale Genitori Persone con autismo di Cosenza Caterina Spadafora, che ha evidenziato come “le logiche di aziendalizzazione e l’impostazione ragionieristica del sistema salute ha colpito più degli altri le persone con disabilità, per le quali la presa in cura da parte del servizio sanitario nazionale non riguarda un singolo intervento o un periodo limitato, ma tutta la vita. Il libro di Alberto Gigliotti, ricostruendo un iter storico che parte da figure come Giacomo Mancini, ci fa riflettere su quanti passi avanti sono stati fatti negli anni e quante difficoltà incontriamo oggi perché quegli stessi diritti vengano effettivamente garantiti”.
“Il mio non vuole essere un libro di rabbia e amarezza ma di proposta”, ha affermato Alberto Gigliotti esprimendo “l’emozione nel presentare questo lavoro nella mia città. Questo libro attinge al mio vissuto personale e professionale, alle difficoltà che ho incontrato anche io nel lasciare la mia terra insieme a tanti professionisti e pazienti che continuano a lasciarla, i primi perché non vedono opportunità per crescere i secondi per ricevere cure adeguate”. Gigliotti rimette al centro i temi dell’universalità del diritto alla salute e dell’accesso alle cure, in un sistema in cui “la sanità pubblica non deve essere vista come uno spreco, ma come una risorsa, come un patrimonio di tutti. Questo non significa demonizzare il privato, ma sollecitare la politica a mettere delle regole e dei tetti. Questo significa anzitutto stabilire in maniera chiara dei limiti di budget, per non rischiare che tutto il fondo sanitario nazionale vada alla sanità privata come già avviene in altri Stati europei”. Sul tema delle assicurazioni sanitarie, per Gigliotti “il sistema assicurativo non dovrebbe entrare negli ospedali pubblici perché si creerebbero diseguaglianze inaccettabili tra i cittadini. Chi sta bene sarà assicurato, i malati cronici dovranno sostenere spese assicurative inaccettabili. Pensiamo: in un sistema assicurativo, chi assicurerà mai dei pazienti dializzati”?
Per Alberto Gigliotti “è la politica che deve fare delle scelte e mettere regole che garantiscano al sistema sanitario nazionale pubblico un adeguato finanziamento e la priorità su tutto. Attingendo proprio ai principi e ai valori del 1978, a figure di orientamento politico diverso come Tina Anselmi, Giacomo Mancini, Luigi Mariotti che, in un periodo di ricostruzione del Paese, hanno dato vita al Servizio Sanitario Nazionale non mossi da interessi personali ma da ideali e da un’idea di Paese”.
Partito Democratico – Circolo di Lamezia Terme
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