
Lamezia Terme - "Un filosofo e un giurista innovatore, le cui intuizioni hanno ispirato le carte costituzionali di diversi Paesi europei e le cui idee sono state riprese da figure di primo piano del periodo illuminista, da Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, al rivoluzionario Simon Bolivar. Dal rapporto tra politica e magistratura al bilanciamento tra libertà individuale e interesse collettivo, tanti i temi del pensiero di Gaetano Filangeri che Michele Drosi, nel libro “Gaetano Filangieri. Garantista e riformista”, rimette al centro dell’attenzione per tornare a parlare di una figura forse poco conosciuta in Italia ma estremamente moderno e attuale" è quanti si legge in una nota.
"Se ne è parlato nel corso dell’iniziativa promossa dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, svoltasi a Pan&Quotidiano. Dopo i saluti istituzionali dell’avvocato Giuseppe Borrello, che ha portato i saluti del presidente del COA lametino Giuseppe Pandolfo, e del presidente della sezione lametina dell’AIGA Alessandro Ferrise, l’avvocato e consigliera comunale Lidia Vescio, organizzatrice dell’evento, ha posto in evidenza alcuni temi fortemente attuali del pensiero di Filangieri come “la legalità intesa come limite all’arbitrio, l’imparzialità del giudice, la proporzionalità delle pene. Principi che poi sono stati recepiti secoli dopo dalla nostra Costituzione Repubblicana. Filangieri non era per le rivoluzioni, ma perseguiva il cambiamento attraverso il riformismo”.
"Sul tema della centralità dell’educazione e della formazione, per la docente Maria Antonietta De Francesco “Gaetano Filangieri affermava che non può esserci una società veramente libera fin quando persistono ignoranza e analfabetismo, che caratterizzavano la società del suo tempo. Da qui la centralità del discorso educativo che, per Filangieri, era la prima sorgente della felicità pubblica”. Un tema, quello della formazione dei cittadini, che per l’avvocato Luigi Muraca “è particolarmente evidente nella nostra Regione, dove la mancanza di formazione della collettività continua a relegare la Calabria agli ultimi posti di tante classifiche. Filangieri insegna che le riforme possono produrre i loro effetti solo se i cittadini hanno piena consapevolezza del loro ruolo politico, civile e professionale. In Calabria l’assenza del progresso di alcuni corpi sociali ha determinato difficoltà che ci portiamo fino ad oggi”. Se oggi “riforme” e “riformismo” rischiano di diventare termini abusati, rifacendosi a Filangieri, per la De Francesco “il riformista è l’ amministratore che, attraverso le riforme, crea un miglioramento della società. Le riforme non devono puntare soltanto allo sviluppo ma al progresso così come lo intendeva Filangeri, cioè la felicità pubblica”. Per Luigi Muraca, “ il riformismo di Filangieri portava un’innovazione fondamentale perché coniugava libertà individuale e interesse collettivo, superando i privilegi tipici dell’oligarchia dei signori. Coniugare questi due fattori fu una svolta epocale”. E sul tema del garantismo, Muraca sottolinea come “il garantismo, nella sua eccezione autentica, non può essere di parte perché riguarda le garanzie dei cittadini sanciti dalla Costituzione. E le garanzie costituzionali non possono avere coloriture di parte”.
“I temi affrontati da Filangieri nella Scienza della Legislazione sono all’ordine del giorno del dibattito politico italiano da decenni senza essere risolti”, ha affermato in conclusione Michele Drosi richiamando “il tema del sovraffollamento delle carceri, lo strapotere dei giudici che arrivavano a condizionare l’attività della politica, la libertà di stampa come condizione fondamentale per consentire alle opposizioni di farsi sentire e aspirare a diventare maggioranza”. Sul tema delle riforme, per Drosi “Filangeri considerava il riformismo come la capacità di aggredire un problema e trovare delle soluzioni, immaginando delle riforme organiche di interi settori della vita sociale. Oggi si procede per riforme “a spezzatino”, dettate più dalla contingenza che dalla volontà di determinare progetti generali di miglioramento della società”. L’autore ha richiamato anche il tema della formazione dei magistrati “un’innovazione introdotta da Filangieri per il quale i magistrati dovevano avere una piena conoscenza del contesto sociale e culturale in cui operavano per decidere in maniera serena”. “Approfondire la figura di Filangieri – ha concluso Drosi - è motivo per rievocare il profilo di un filosofo e giurista di grande valore e usare le sue intuizioni per entrare nell’attualità, per parlare e affrontare i problemi della società di oggi cercando di correggerli”.
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