
Lamezia Terme - Esce il 12 febbraio per Grafiché Editore il nuovo lavoro del professor Francesco Polopoli, latinista legato alle radici della lingua che anche questa volta non si smentisce: nel volume “’U ’Mpiarnu: Canti scelti in lametino e latino” si cimenta in una trasposizione in vernacolo locale di alcune cantiche dell’Inferno Dantesco, creando “una polimetria su base endecasillabica, motivata da uno sguardo in larghezza sulla profondità del dialetto lametino”. Il libro, arricchito dalle illustrazioni di Melina Palaia Cataldi, presenta un contributo da parte del tenore lametino Leonardo Caimi inerente il ritmo e la musicalità dell’opera dantesca e un riferimento in prefazione allo stilista Antongiulio Grande motivata dai cromatismi cangianti e dalla “percezione estetica” che caratterizzano la poetica di Dante. Dedicato da Polopoli alla memoria del padre Luigi e prodotto con il patrocinio dell’Università Telematica Pegaso di Lamezia Terme, il nuovo lavoro riscatta ancora una volta il ruolo e le potenzialità del vernacolo lametino, arrivando a smentire – ma solo su questo punto – lo stesso Sommo Poeta, che nel De Vulgari eloquentia definiva la parlata meridionale “laida ed oscena loquela”: la stessa diventa ora invece mezzo sublime di diffusione e approfondimento dei significati reconditi di una parte importante della sua Commedia. Una vera e propria traduzione letteraria, dal valore non solo artistico ma anche culturale e antropologico, degno della penna di uno dei nostri studiosi più impegnati, soprattutto per quanto concerne la riscoperta e la conservazione filologica delle radici della lingua. Un impegno che lo ha portato a diffondere anche all’estero la bellezza del nostro vernacolo, oltre a cementarlo quotidianamente nel bagaglio delle nuove generazioni attraverso l’insegnamento.
Giulia De Sensi
© RIPRODUZIONE RISERVATA