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Lamezia Terme – “Siamo di fronte a un impegno che coinvolge tutti e dal quale nessuno può sentirsi escluso, una sfida culturale e di civiltà che richiede laboriosità e capacità di fare squadra”. Si è chiuso con il significativo intervento di monsignore Francesco Savino – arcivescovo di Cassano allo Jonio e vicepresidente della Cei – l’incontro promosso dall’associazione Ande (associazione nazionale donne elettrici) e dalla sua presidente, Silvia Gulisano, incentrato sul contrasto alla violenza contro le donne.

In una sala densa di presenze all’interno della dimora storica di palazzo D’Ippolito – con la moderazione della giornalista Giulia Veltri – si sono alternate più voci. Dopo la relazione di Silvia Gulisano e l’intervento della consigliera nazionale Ande, Carmen Audino, ha preso la parola Renata Tropea, medico e referente del percorso rosa all’interno del Pronto soccorso di Lamezia Terme, che ha spiegato come sia nato questo progetto di avanguardia della sanità lametina e raccontato la sua esperienza a contatto diretto con le donne vittime di abusi. 

Il sindaco Mario Murone ha portato i saluti della città ed espresso l’urgenza di un impegno civico e politico contro la discriminazione e per la piena affermazione della parità di genere, mentre la segretaria della Uil Calabria Maria Elena Senese ha illustrato il senso del progetto “Spazio sicuro”, ovvero le sedi sindacali come luogo in Calabria a cui le donne vittime di violenza possono rivolgersi per una prima forma di sostegno. A chiudere gli interventi – dopo il contributo della vicepresidente Ande Lamezia, Tilde Gigliotti – monsignor Savino che spaziando dai testi biblici a richiami letterari, ha catturato l’attenzione del pubblico sul dovere non solo di aprire momenti di confronto sul tema ma anche di agire “facendo rete e sfruttando quel prezioso principio di sussidiarietà che ispira anche l’azione della Chiesa”.

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